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24 settembre 2018

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Zig Zag

05.10.2015

Quel lusso
che piace
al cinema

l De Pisis restaurant (con tela di Filippo De Pisis alle pareti) all’hotel Bauer di Venezia
l De Pisis restaurant (con tela di Filippo De Pisis alle pareti) all’hotel Bauer di Venezia

Sembra facile raccontare cosa è il lusso. Quello vero, che accompagna la bellezza di un luogo alla raffinatezza dell’accoglienza. Lo ha fatto meglio di chiunque altro Margherita Buy, attrice protagonista del film “Viaggio sola”, dove impersona una ispettrice che visita in incognito alberghi superstellati. Sono 800 i punti da esaminare nel questionario della bionda mistery guest, che non ha pietà nè per i granelli di polvere nè per gli asciugamani piegati senza grazia. Scruta gli addetti alla reception e ne misura il sorriso, analizza qualità e pulizia di ogni stoviglia, annusa fiori, lenzuola, aromi della sauna. Misura la temperatura del vino e quella della zuppa servita in camera, respinge tutto ciò che non sappia di fresco e di buono. Se è il caso boccia senza pietà. La produzione è stata ospitata da alcuni tra gli oltre 400 hotel della catena Leading Hotels of The World, ed è facile individuare nelle riprese una splendida masseria pugliese ”riletta” nel lusso, lo sfondo di Marrakech, l’Hotel Ritz a Parigi, le montagne di Gstaad, lo skyline di Shanghai. Brillante l’attrice, brillante l’esito delle proiezioni che hanno indotto curiosità attorno a questi luoghi spe- cialissimi, dove l’ospite non solo viene coccolato in ogni momento della giornata ma ogni dettaglio ambientale è frutto di cura e ricerca. La collaborazione tra il cinema e la catena americana si ripete ora nel nuovo film di Maria Sole Tognazzi “Io&Lei” ancora con la Buy e Sabrina Ferilli, storia d’amore tra due donne sullo sfondo di uno dei Leading italiani sulla costiera laziale, La Posta Vecchia a Ladispoli. Nel sito www.lhw.com la storia dei Leading Hotels si racconta da sola nelle immagini: raggruppa 430 alberghi e residence in oltre 80 Paesi che vanno dai castelli rivisitati ai palazzi nobiliari, dai vil- laggi per safari fino ai gratta- cieli più avveniristici del pianeta. L’impresa nasce nel 1928 da un gruppo di imprenditori americani, alla vigilia della Grande Crisi: vogliono creare una rete di turismo per le élite europee e del Nuovo Mondo che amava tra gli altri l’esotico Egitto. Partono con 38 alberghi affiliati e 9 mila tra camere e suite. E 87 anni anni dopo la società ha messo in rete 430 hotel e oltre 68 mila camere. L’ammissione al club del lusso avviene con il superamento di una serie di parametri che vengo- no periodicamente verificati. Gli ultimi ad essere inseriti sono stati il Battery Wharf Hotel di Boston, sul porto, ac- canto al museo del mare; The Knickerbocker di New York, il primo superlusso in stile Beaus Arts in Times Square a New York; il Royal Palm Marrakech immerso in un giardino di palme, ulivi ed aranci a 12 km dal centro della città marocchina; il Park Hotel Vitznau sul lago di Lucerna, in Svizzera, con due ri- storanti stellati; e l’archeohotel Gran Melia Villa Agrippina a Roma, costruito sui resti della residenza della madre di Nerone, in riva al Tevere. Ed ancora The Gainsborou- gh Bath Spa, Bath, Inghilter- ra, luogo di terme romane; l’appena riaperto Hotel Royal Evian-les-Bains in Francia; il resort tunisimo di Hammamet La Badira, design contemporaneo con ele- menti dell’architettura islamica; le 50 residenze dell’Altagracia Boutique Hacienda nel sud del Costarica; The Patina, resort metropolitano di Singapore. La scelta di un soggiorno può dipendere dal palato (grandi chef in cucina), dall’immersione nella natura (il resort Nihiwatu sull’isola di Sumba nell’Indonesia orientale o il Thanda Private Game Reserve in Sudafrica), dalla passione per l’arte. In quest’ultimo campo le re- sidenze italiane sono uniche e straordinarie: come il Bauer di Venezia, che oltre a una quadreria di pittura veneta ospita mostre di autori contemporanei; il Capri Palace dove è esposta la collezione privata di Tonino Cacace, ad Anacapri; il Portrait Firenze nei cui appartamenti c’è una permanente di foto sull'alta moda italiana degli anni 50'. Al Terre Blanche Hotel Spa Golf Resort, nel cuore della Provenza, c’è una collezione permanente di arte contemporanea, anche nel giardino e nella Spa. Il The Merrion di Dublino ospita la collezione privata più ampia d’Irlanda; così l’Hotel Continental di Oslo nel bar dell’unico Leading in Norvegia espone la più ampia collezione privata al mondo di opere di Edvard Munch. Anche in Sudafrica c’è di che stupirsi: a 15 minuti di auto da Durban l’ Oyster Box, costruito come cottage nel 1869, già utilizzato come faro per la navigazione, ospita arte di giovani artisti emergenti. Un luogo coloniale dal ser- vizio impeccabile, con una spiaggia mozzafiato sulla costa di KwaZulu-Natal. Un elenco lunghissimo, nato per strappare stupore.

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