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28.09.2015

Pinzon, il borgo
di Rosa

Pinzon, il borgo di Rosa
Pinzon, il borgo di Rosa

Talvolta i libri possono essere talmente intriganti da suscitare il desiderio di partire e andare a vedere i luoghi descritti. Capita quando raccontano storie vere, nominando paesi facilmente individuabili e neppure tanto lontani. Dopo la pubblicazione del libro “Eredità”, nel quale Lilli Gruber racconta la storia della sua famiglia austroungarica, il piccolo paese di Pinzon si è ritrovato protagonista di un imprevisto interesse turistico, conseguenza del successo editoriale. Il libro è frutto del ritrovamento del diario della bisnonna di Lilli, Rosa Tifenthaler che lo cominciò a scrivere nel 1902 dopo il matrimonio con l’ amato Jacob Rizzolli, e lo riempì dei suoi intimi pensieri fino alla morte avvenuta il 25 settembre 1940. Rosa, nata austriaca e costretta a morire italiana, ricca possidente terriera, madre di cinque femmine e un maschio, fu privata dal Fascismo della propria lingua, tradizioni, radici, in una parola della propria “Heimat”, che per le popolazioni di lingua tedesca ha un significato an- cor più profondo di “patria”. PINZON. Il paese sovrasta la Bassa Atesina dai suoi 400 m d’altitudine ed è tutto circondato da vigneti e frutteti, il centro è raccolto intorno alla piazzetta con fontana sulla quale domina la chiesa di S. Stefano con l’appuntito campanile e il cimitero intorno. Il palazzotto di Rosa, con la Madonna col Bambino affrescata sopra la porta d’ingresso, è dall’altra parte del vicolo e ora appartiene a Gerlinde Rizzolli, nipote di Rosa e zia di Lilli che custodisce nella stube al primo piano il ritratto dell’antenata. L’antico maso è una costruzione massiccia e severa, con le inferriate alle finestre e gli angoli rinforzati da conci di pietra, diven- ne quartier generale degli ufficiali austro-ungarici durante la prima guerra mondiale e fu più tardi perquisito dai Fascisti che mandarono al confino in Basilicata Lella Rizzolli, la figlia ribelle di Ro- sa che complottava contro il regime. Ben visibili negli edifici vici- ni sono gli affreschi opera di Johann Tiefenthaler, padre di Rosa. Dalla pubblicazione del libro nel 2012 a oggi, nel camposanto non è raro imbattersi in qualche viaggiatore che cerca la tomba “della signora di Pinzon” sbirciando i nomi sulle croci di ferro battuto, ma Rosa Tiefenthaler ha una lapide di marmo bianco addossata al muro della chiesa. Nella piazzetta si trova la Pinzonerkeller, un caratteristico ristorante le cui pareti esterne sono decorate con rosseggianti bassorilievi illustranti leggende locali; aperto il giovedì e venerdì dalle 17,00 alle 24.00 e sabato e domenica tutto il giorno. Pinzon è una frazione del Comune di Montagna, quest’ultimo è tutto in salita e sovrastato dal castello di Enna co- struito nel 1174 e di proprietà dal 1648 dei conti veneziani Zenobio-Albrizzi. Nel Muni- cipio di Montagna, il 15 luglio del 2000 Lilli Gruber si è sposata con il giornalista francese Jacques Charmelot. IL CASTELLO DI ENTI- KLAR. Poco a sud di Pinzon, ma dall’altra parte della Val d’Adige, nel Comune di Cortaccia, si trova la piccola frazione di Niclara, in tedesco Entiklar, ai piedi della cui collina s’innalza Castel Turmhof oggi proprietà della fami- glia Tiefenbrunner discendente da Johann Tiefenthaler, padre di Rosa la quale nacque e visse la propria gio- vinezza in questa residenza, assieme ai quindici fratelli e sorelle. Nel 1910 il patriarca Johann mise in funzione una centrale idroelettrica che oltre a fornire l’energia necessaria al castello e alla sua azienda vinicola, approvvigionava gli attigui paesi di Cortaccia e Magrè, sostituita da una nuova turbina inaugurata nel gennaio 2001 che sopperisce al fabbisogno energetico dell’attuale azienda. Il castello di Entiklar è oggi sede della “Schlosskellerei Castel Turmhof” che produce ogni anno 700 mila bottiglie di vino. La degustazione, accompagnata dal tagliere di salumi e formaggi e pane al finocchio, e la vendita sono aperte dal lunedì al sabato 9-12/ 13-17. Chiuso la domenica. Chiedendo il permesso ai proprietari si può visitare il “Giardino delle favole” creato alla fine dell’Ottocento proprio da Johann Tiefenthaler che fece riprodurre in miniatura un paesaggio con grotte, laghi, isolotti, vette e lo popolò di sirene, fate, gnomi, mostri e finti animali che si scoprono seguendo gli stravaganti percorsi del parco. Info www.tiefenbrunner.com

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