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23 settembre 2018

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22.12.2017

NELLA CITTÀ DI MATA HARI

Mata Hari, pseudonimo di Margaretha Geertruida Zelle
Mata Hari, pseudonimo di Margaretha Geertruida Zelle

Nicoletta Martelletto Leeuwarden. Ma dov’’è? A nord dei Paesi Bassi, capoluogo della Frisia. Ad un’ora e mezza da Amsterdam, c’è quella che è stata nominata Capitale europea della cultura 2018 (con La Valletta, isola di Malta). Una città piena di musei, di canali da esplorare, un territorio dove misurare l’impatto del movimento artistico De Stijl nell’architettura di case, fabbriche e musei. Protetta dalle Waddeneilanden, isole basse sabbiose, nella Frisia si praticano cicloturismo e camminate nel fango, prima dell’arrivo dell’alta marea. Sono circa 60 gli eventi che includeranno mostre, musica, teatro, concerti, opere liriche, arte e sport, unificati dal filo conduttore “Comunità aperta”. Ma i riflettori l’anno prossimo saranno tutti su Leewarden, che ha dati i natali a due nomi noti nella storia: Mata Hari e il disegnatore Escher. Le manifestazioni in realtà sono già iniziate a metà ottobre, quando è stata inaugurata al Fries Museum una grande mostra sulla spia più nota del mondo, morta cento anni fa dopo una vita rocambolesca. Si chiamava Margaretha Zelle, era una ragazza come tante altre nata nel 1876 in una famiglia agiata che le consentì ottimi studi e l’apprendimento delle lingue. A 15 anni la bancarotta del padre la orientò ad una scuola per maestre d’asilo, poi si trasferì all’Aja e a 19 anni, rispondendo ad un annuncio matrimoniale, sposò un ufficiale che seguì nelle Indie orientali olandesi. Nacquero due figli, uno morì avvelenato, la coppia si sfasciò in fretta e nel 1905 ecco Margaretha divenire ballerina orientale a Parigi col nome di Mata Hari, ovvero Luce del mattino, e acquisire una notorietà presto europea. Lusso frenato, alte frequentazioni e Mata Hari divenne così popolare da essere avvicinata per trasformarsi in una ben pagata spia a servizio della sua Francia, poi della Germania, sempre guardata con sospetto dagli inglesi. Nell’ottobre 1917 venne giustiziata, dopo un lungo processo per spionaggio, guardando negli occhi i suoi aguzzini, al castello di Vincennes fuori Parigi. Una donna, un mito: lo racconta fino al 2 aprile 2018 la più grande mostra mai organizzata su di lei, cortigiana di rango di cui restano oggetti personali, foto, lettere e dossier militari. Un altro frisone da conoscere è Maurits Cornelis Escher (1898-1972), incisore e grafico le cui fantasiosissime geometrie hanno animato alcune mostre itineranti anche in Italia di grande successo. Oltre alla esposizione permanente all’Aja, dal 28 aprile al 28 ottobre 2018 sempre al Fries Museum di Leeuwarden (la città ospita anche la casa natale) sono esposte le incredibili immagini che dall’insieme ai dettagli suggeriscono angolazioni e letture diverse, dai paesaggi alle salamandre, dalle astrazioni alle scogliere italiane. Un altro progetto 2018 in Frisia vedrà all’opera in 11 città su 11 fontane altrettanti artisti che a partire dall’acqua racconteranno la storia dei luoghi e le diverse tradizioni. In piena estate ecco i Giganti di Royal de Luxe, dal 17 al 19 agosto: uno spettacolo di strada che arriva dalla Francia con marionette così grandi da svettare sopra gli edifici della città, già applaudite con successo a Buenos Aires, Montreal, Liverpool e Barcellona.Il calendario completo per il 2018 è disponibile sul sito www.2018.nl; www.friesland.nl/en. DA VEDERE. Nel quartiere Nieuwestad è concentrata gran parte delle attrattive di Leeuwarden: l’Oldehove, una torre pendente come quella di Pisa, costruita nel 1529; la statua di Peter Jellers Troestra, che dopo la fine della Seconda guerra mondiale cercò di realizzare in Olanda una rivoluzione socialista; il Waag, una vecchia pesa che veniva utilizzata negli anni tra il 1400 e il 1700 per materiali come il burro. Il Fries Museum, la cui parte nuova è stata inaugurata nel 2014, raccoglie 170 mula oggetti sulla storia della zona; una sezione è dedicata al tema delle dighe e alla loro costruzione. Il vicino Princessehof Museum raccoglie manufatti di ceramica provenienti da Olanda e Cina, in un antico palazzo di stile nobiliare. Infine, se si visita Leeuwarden con i bambini si può optare per il Natuurmuseum, una raccolta di reperti naturali. All’interno c’è una zona dedicata all’esplorazione dei canali olandesi dall’insoltito punto di vista di un pesce o dal punto di vista di un uccello. •

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