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Zig Zag

22.07.2017

NELL’ECOVALLE DEL SOLE

La casette nel bosco legate al maso oggi  hotel Pfösl
La casette nel bosco legate al maso oggi hotel Pfösl

E’ un altopiano fra i più soleggiati d’Italia, dove il turismo è nato negli anni Cinquanta quando numerose famiglie lombarde si trasferivano qui anche un paio di mesi d’estate. Nova Ponente è un balcone a 1200-1300 metri che dal monte Regolo guarda le Dolomiti, dove la mobilità dolce è la regola: nel senso che abbandonata l’auto (aderisce alla rete Alpine Pearls) ci si muove sui sentieri o con i mezzi pubblici con estrema facilità. Anche per raggiungere d’inverno le piste di Carezza o di Obereggen, è fitta la rete di bus che attraversano la Val d’Ega al pari delle tracce nel bosco per raggiungere le frazioni di Monte San Pietro, Ega-S. Nicolò e Obereggen. Pochi chilometri più sotto c’è Bolzano, raggiunta dai pendolari, ma sopra si vive nel paradiso. www.valdega.com

GEOMONTI. Aprire le finestre al mattino è uno spettacolo: a est i gruppi dello Sciliar, del Catinaccio e del Latemar, a sud lo Zanggen, il Corno Bianco e il Corno Nero, ad ovest la catena della Mendola. Il borgo si chiamò Nova Teutonica già nel 1200, voleva dire terra coltivata da poco: e nei secoli è diventata feconda e ha visto fiorire decine di masi. Fienagione e legno sono le materie prime che hanno dato da vivere alla popolazione, ancora oggi custode delle tradizioni, come le recinzioni “speltenzaun”, fatte di stecche e rami intrecciati. Un luogo magico, per storia e panorama è la chiesetta di Sant’Elena, mezz’ora a piedi da Nova Ponente, che è l’edificio religioso più antico, custode di un ciclo di affreschi altogotici ben visibili: se non è aperta, basta chiedere al vicino maso Kreuz.

Decine i sentieri, tra tutti quello delle malghe e quello verso il santuario di Pietralba lungo il quale si incontrano la chiesetta di San Leonardo, la casa dove visse in eremitaggio, il dirupo dove cadde. Bella la salita al Corno Bianco, 2300 metri e poco più, dal passo Oclini o al Corno Nero, 2400 metri, con un panorama a 360 gradi sulle Dolomiti d’attorno.

Tutt’attorno si è avvolti da un parco geologico ricchissimo di spunti, che sono stati “codificati“ nella gola di Bletterbach, a tutt’oggi una continua fonte di ritrovamenti fossili. Lungo 8 chilometri e profondo 400 metri, è un grande canyon con un centro visitatori ad Aldino (bus da maggio a settembre dal centro paese), un museo geologico a Redagno e tour guidati tutti giorni alle 10.30, per 3 ore e mezza di passeggiata. www.bletterbach.info

L’ECOSOTENIBILITA’. Parlare con la gente della zona aiuta a comprendere l’evoluzione di una comunità medievale dominata dai conti del Tirolo che governavano il commercio del legname, fino alle evoluzioni rapidissime degli ultimi 50 anni in cui il turismo ecosostenibile è diventata la risorsa da affiancare all’agricoltura per evitare lo spopolamento.

La storia delle sorelle Eva e Brigitte Zelger-Malknecht è emblematica: il loro maso Pfösl compare nei registri parrocchiali già nel 1510. Si trovò nel tempo lungo la strada che conduceva i pellegrini a Pietralba e l’accoglienza dei passanti divenne un’abitudine, mentre ancora si seguivano stalle e campi. Nel 1950 Anton Zelger decise di convertire una parte del maso in locanda, mantenendo la produzione di latte e la presenza delle mucche che sono tutto l’anno in un alpeggio naturale. Herta e Luis Zelger subentrarono nel 1966 e la ristrutturazione del maso seguì la domanda turistica, moltiplicando le camere fino al 2004 quando la scelta è stata quella di adottare anche linee di design alpino, in sintonia con la natura. Questo quattro stelle (www.pfoesl.it) ha fatto un ulteriore salto nel 2007 con l’apertura di suites e l’adozione di uno stile wellness, approdato nel 2010 a cucina salutare (chef Markus Thurner), ad una spa, a nuove costruzioni attorno al corpo centrale secondo le regole di casa-clima e della bioedilizia. Nel giugno scorso una nuova rivoluzione dopo tre mesi di cantiere: tre casette nel bosco, dove fare l’esperienza del silenzio, oltre a 18 nuove suite panoramiche con giardino, la nuova piscina e la nuova sauna esterna con percorso Kneipp all’aperto. E a due passi ancora le mucche che pascolano, perchè all’identità del maso non si è voluto rinunciare. Pochi negozi, tanto c’è internet. E sotto la civiltà..

Nicoletta Martelletto
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