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Zig Zag

30.06.2014

Nell'Aube slalom tra le cantine

In alto i vigneti nell'Aube; qui sopra i “cadoles”, capanni  in pietra
In alto i vigneti nell'Aube; qui sopra i “cadoles”, capanni in pietra

Si fa presto a dire Francia, ma quale? C'è quella della Costa Azzurra e quella dei castelli della Loira, c'è quella di Bretagna e Normandia e c'è Parigi: ecco a un'ora e mezza a nord-est della capitale c'è la Francia da bere, i 35 mila ettari della regione Champagne-Ardenne, rigorosamente delimitati da una legge del 1927 per la produzione del Doc più famoso al mondo. Il respiro profondo della natura che nel susseguirsi ammaliante dei declivi regna rispettata, anche perché è fonte di ricchezza: 15 mila viticoltori qui producono i 300 milioni di bottiglie di champagne vendute ogni anno nel mondo. E nella Francia da bere il cuore pulsante sta a sud, nel dipartimento dell'Aube, che da solo copre il 22 per cento e un quarto della produzione della Regione più “frizzantina” di Francia. Un viaggio qui è un piacere per il palato, ma anche per gli occhi.
Il modo migliore per godere dei piaceri dell'Aube en Champagne è noleggiare un'auto all'arrivo a uno degli aeroporti di Parigi e dopo un'ora e mezza di viaggio inoltrarsi lungo la “Route touristique du Champagne”, rete di 220 chilometri di percorsi segnalati fra una trentina di villaggi tra i quali è famoso Les Riceys. E' l'unico posto di tutta la Regione a fregiarsi dei tre Doc Champenoise e cioè Champagne, Coteaux champenois e Rosé des Riceys. Quest'ultimo è un vino particolarissimo, prodotto in limitate quantità, famoso e preferito già dal re Luigi XIV.
Lungo il percorso ci si può fermare in qualcuna delle trenta cantine certificate per incontrare i viticoltori, capire attraverso le modalità di produzione la storia e la cultura dello champagne e al termine della visita e della degustazione acquistare qualche bottiglia. I prezzi? Una media di 15 euro per bottiglia da 75 cl, tra i 30 e i 40 euro per una Magnum (1,5 litri) e così a salire per le bottiglie più grandi e da collezione. Da Morel a Les Riceys o da Barfotarc a Baroville, l'atmosfera delle cantine è magica, in particolare a Manoir de Villeneuve nella casa del '700 dove la famiglia Devaux si dedica da generazioni alla produzione dello champagne, un posto raggiungibile anche in...canoa. E pure questo in effetti è un modo per entrare nel cuore dell'Aube, spostandosi attraverso i reticoli di piccoli canali navigabili formati dalla Senna.
Per immergersi nel fascino discreto della Champagne si può passeggiare lungo i sentieri delle “cadoles”, piccole capanne in pietra a secco che erano utilizzate dai vignaioli per ripararsi, a seconda delle stagioni, dal freddo o dal caldo e sono rimasti esempi di architettura rurale e popolare. Passeggiate che serpeggiano lungo verdi declivi, perché qui i vigneti, quasi sempre esposti a sud, sud-est per godere del sole, sono piantati tra i 90 e i 300 metri d'altitudine, lungo pendenze collinari in media del 12 per cento, su un terreno argilloso-calcareo che è uno dei segreti dell'inimitabile gusto dello champagne, insieme a un microclima che beneficia contemporaneamente dell'influenza continentale e di quella oceanica: temperatura media su base annua di 11 gradi e, sempre in media, 1.700 ore di sole all'anno.
Qui crescono i tre vitigni-base dello champagne: il pinot noir, il pinot meunier prevalenti nell'Aube e lo Chardonnay (l'unica uva bianca) soprattutto nella Cote des Blancs, più a nord, nella zona di Epernay. E proprio la percentuale diversa del prodotto dei tre vitigni è alla base delle infinite diverse sfumature di aroma e di profumo dello champagne di ciascuna cantina.
Il capoluogo della Francia da bere, cioè del dipartimento dell'Aube, è Troyes, poco più di 60 mila abitanti, rallegrata dalla presenza di 10 mila studenti universitari e nota per le sue dieci chiese, la più famosa delle quali è la cattedrale gotica di San Pietro e Paolo con i suoi 1500 metri quadrati di straordinarie vetrate, realizzate fra il XIII° e il XIX° secolo, nel solco di una tradizione che vive tuttora in città attraverso la scuola dei maestri vetrai. Troyes è soprannominata in effetti la “Citè du vitrail”, la città del vetro e oltre alla cattedrale almeno merita una visita la chiesa di Sainte Madeleine, a ridosso di un centro storico medievale con le case a graticcio e un dedalo di strette e suggestive viuzze. Dal gusto per gli occhi di nuovo al gusto per il palato, per ricordare che a tavola la specialità di Troyes è l'andouillette, un insaccato a forma di salsiccia fatto con stomaco e budello di maiale e spezie, da assaggiare laddove espongono un...rating da cinque A (Association Amicale des Amateurs d'Andouillette Authentique), tenendo presente che ci vuole proprio uno stomaco forte. Certo poi bevendoci sopra...
INFO. www.rendezvousenfrance.com; www.aube-champagne.com; www.tourisme-troyes.com; www.renoir-aube-champagne.com; www.lesriceys-champagne.com; www.airfrance.it

Massimo Manduzio
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