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MOLVENO, IL LAGO SPARITO

03.03.2017

MOLVENO, IL LAGO SPARITO

Le sponde del lago “lavorate” dall’acqua
Le sponde del lago “lavorate” dall’acqua

Può un grande vuoto fare il pieno di turisti? Accade a Molveno, Trentino occidentale, dove lo svuotamento del bacino artificiale è diventato un’attrazione senza precedenti. Il colore smeraldo per il quale l’acqua era famosa ha ceduto lo scettro ad una gamma di bianchi e grigi mano a mano che il livello è sceso lungo le sponde, sagomate come avviene col vento nei canyon. Il paesaggio è lunare e proprio per questo è occasione di scatti fotografici che non si ripeteranno più. Lo svuotamento avviene circa ogni dieci anni (l’ultima volta nel 2005, venne rimandato l’anno scorso per il passaggio del Giro d’Italia) da quando, nel 1957, il bacino è stato collegato alla imponente centrale idroelettrica di Santa Massenza. Ma l’origine del lago è naturale: risale a 4 mila anni fa, dopo un’imponente frana del monte Giazza che fa da corona naturale allo specchio d’acqua col gruppo del Brenta e la Paganella. Crollarono milioni di metri cubi di rocce che sbarrarono la valle e bloccarono il deflusso delle acque, formando un gigantesco bacino che lo scrittore vicentino Antonio Fogazzaro - qui in villeggiatura - definì "preziosa perla in più prezioso scrigno".

Nel 1952, durante la realizzazione della presa d’acqua di alimentazione per l’impianto di Santa Massenza, si scoprì sul fondo una foresta preistorica con 200 tronchi fossili, che hanno consentito di risalire all’età del lago. Qui convergono le acque del torrente Sarca e quelle provenienti dalla Val Rendena e dalla Val di Genova, attraverso una galleria sotto alle Dolomiti di Brenta: pompate dal lago vanno poi alla centrale a valle. Lo svuotamento per 50 metri serve alla manutenzione e pulizia della galleria che alimenta la centrale di Nembia e della condotta. Dei 180 milioni di metri cubi d’acqua dell’invaso, dopo due mesi di svuotamento per 1 metro al giorno, ne resta meno di un terzo. Il livello dell’acqua comincia dalla prossima settimana a risalire lentamente per tornare alle condizioni normali entro il 31 maggio. Il Comune ha elaborato una proposta artistica con Natourism coinvolgendo quattro artisti internazionali: Luca Lagash, MOG, Thomas Boehm e Alessandro Cremonesi che firmano il progetto culturale #OP17 con l’Associazione Bambini Cardiopatici nel Mondo del prof.Frigiola, basato sull’analogia tra svuotamento- riempimento del lago e le operazioni svolte dai chirurghi che fermano temporaneamente il flusso di sangue e lo “deviano” verso vasi artificiali fino a quando nei bimbi operati si ristabilisce la circolazione. Attorno al lago è attivo ora un percorso di suoni, che evoca la voce che emerge dalla profondità nascosta; una scultura monumentale ricorda a tutti che il lago è sempre lo stesso anche se oggi sembra diverso; un tavolo di legno lungo 100 metri sulle sponde consente di sedersi, lavorare e far conoscere le persone. Sono in corso visite guidate naturalistiche e alla scoperta della tecnologia con Hydro Dolomiti. www.visitdolomitipaganella.it

Nicoletta Martelletto
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