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MARMOLADA LA REGINA DOLOMITICA

29.12.2017

MARMOLADA LA REGINA DOLOMITICA

Una spettacolare veduta dalla vetta della Marmolada, a Punta Rocca (3.265 m) di fronte a Punta Penìa, vetta più alta delle Dolomiti (3.342 m)L’interno dello spettacolare  Museo Grande Guerra
Una spettacolare veduta dalla vetta della Marmolada, a Punta Rocca (3.265 m) di fronte a Punta Penìa, vetta più alta delle Dolomiti (3.342 m)L’interno dello spettacolare Museo Grande Guerra

Novità tecnologiche arrivano dalla regina delle Dolomiti, la Marmolada, il maestoso gruppo montuoso tra le province di Belluno e Trento. GLI ASCENSORI. Nei giorni scorsi sono stati inaugurati due nuovi ascensori per raggiungere il ghiacciaio, dalla stazione di Punta Rocca: li hanno ribattezzati Rocca e Penia, come le due cime più alte del massiccio della Marmolada (3343 metri), hanno una portata di 42 persone ciascuno e sostituiscono le quattro rampe di scale esterne che prima si facevano a piedi per superare il dislivello fino al ghiacciaio. Ampiamente vetrati, gli ascensori sono un punto di osservazione panoramica speciale. Si compie così nel 50° delle Funivie della Marmolada un percorso iniziato da un progetto del 1967 con il primo impianto evolutosi poi in tre tratti che da Malga Ciapèla (1450 m) porta a Banc d’Antermoja (2350 m); da qui alla stazione Serauta (3000 m) che ospita il Museo Marmolada Grande Guerra; e da Serauta a Punta Rocca. La costruzione della funivia della Marmolada e l’apertura della strada della Val Pettorina furono una rivoluzione per la valle Agordina e la comunità di Rocca Pietore. Nel 1969 fu messa in funzione la funivia fino a Serauta e a marzo 2005 vennero conclusi i lavori dell‘ultimo tronco della funivia da Serauta a Punta Rocca. L’INVESTIMENTO. L’investimento imponente creò lavoro e convogliò turismo, attorno ad un’opera dal dislivello totale di 1810 metri, con una lunghezza di 4 chilometri e mezzo e una durata totale del viaggio da Malga Ciapèla a Punta Rocca di soli 12 minuti. Un miracolo della tecnologia, capace di muovere 960 persone l’ora. Impianti e siti www.funiviemarmolada.com e www.freccianelcielo.com (impianto alla Tofana di Cortina d’Ampezzo) sono della famiglia Vascellari: «I 50 anni sono un traguardo importante, una tappa simbolica della nostra attività che celebriamo anche con un grande risultato tecnologico, per rendere la montagna sempre più alla portata di tutti» spiega Mario Vascellari, presidente della società Marmolada srl. UN FILM. Un filmato “50 anni di cielo tra la Marmolada e Cortina, tra funivie e famiglia” racconta la storia delle due funivie e della famiglia di imprenditori che ha investito in questi due arditi progetti. Ma la ricostruzione storica si avvale anche di una mostra fotografica “Marmolada 50 years moving to the sky”, visitabile al piano intermedio del terzo tronco della funivia a Punta Rocca, che racconta il connubio fra la tecnologia (il progetto è dello studio G22 Projects srl di Lana, Bolzano, l’impianto della altoatesina Metall Ritten) e la montagna. I momenti critici non sono mancati nel lavorare in così alta quota: sono stati utilizzati per il trasporto dei materiali gatti delle nevi, elicottero e la stessa funivia, sfidando spesso il vento forte e gli strapiombi di 1000 metri sulla parete Sud. Dalla cima si può vivere l’esperienza di albe spettacolari e di discese sui 12 km di pista fino a Malga Ciapela. Il comprensorio fa parte del Dolomiti Superski ed è punto di snodo per il Sellaronda, il giro dei 4 passi dolomitici. IL MUSEO. A 2950 metri nel 1990 venne aperto un primo Museo Marmolada Grande Guerra per tutelare i reperti bellici recuperati dalla "Città di ghiaccio", così denominata dai Kaiserschutzen tedeschi. Una caserma scavata tra i ghiacci per il ricovero dei soldati con magazzini, cucina e postazioni. Ideata dal tenente Handl, era "abitata" da 300 tedeschi, aveva uno sviluppo di 12 km e fu abbandonata nel 1917. Nel 2015 il museo è stato completamente rinnovato e rappresenta oggi il più alto museo d’Europa a mila metri, alla stazione d’arrivo del secondo tronco della funivia. Si rivivono emozioni forti attraverso gli scritti dei soldati che vivevano qui in trincea e nelle baracche, tra gli oggetti recuperati della vita quotidiana, le divise, le armi, reperti misti italiani e austro-ungarici, per rispecchiare non tanto un giudizio sulla storia ma per far capire quali erano le condizioni di uomini schierati su opposti fronti.Dai finestroni del Museo si può ammirare la Zona Monumentale Sacra, dove i soldati hanno realmente combattuto e dove l’estate si possono visitare le diverse posizioni belliche, attraverso un percorso attrezzato sui passi di quegli uomini costretti dalla guerra a retrocedere a talpe nella roccia. Due anni fa l’associazione Museo della Grande Guerra in Marmolada onlus ha rinnovato la struttuea in occasione delle manifestazioni del Centenario, grazie al finanziamento di Marmolada Srl. Il museo è interattivo e multisensoriale, adatto a tutti i tipi di visitatore: dal bambino, allo storico, allo sciatore che vuole fare una pausa nella sua giornata sugli sci. La volontà di trasmettere i valori di pace e di solidarietà, ogni anno presenta nuovi eventi utili a mantenere vivi i ricordi di un tragico periodo vissuto dalle popolazioni di questi territori. www.museomarmoladagrandeguerra.com • N.M. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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