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04.10.2017

LECCO E I PROMESSI SPOSI

Ciò che resta del Castello dell’Innominato. In alto Pescarenico
Ciò che resta del Castello dell’Innominato. In alto Pescarenico

“Un paese che chiamerei uno dei più belli al mondo”. E’ Lecco, Lombardia, e Alessandro Manzoni definì così la città dove soggiornò e che lo ispirò nella scrittura dei Promessi Sposi. Nel Seicento Lecco era un borgo fortificato sotto il dominio spagnolo, dotato di castello visconteo. Ne restano oggi visibili solo la Torre Viscontea (piazza XX Settembre) e parte della cinta muraria con il vallo delle mura (via Bovara), dove si trovava il Palazzo dei governatori spagnoli, ora Biblioteca. Vicino alla Basilica di San Nicolò è visibile il bastione rotondo su cui è stato eretto il campanile. Ma il tour nei luoghi manzoniani ha numerose tappe : nei rioni Acquate e Olate ci sarebbe la tradizionale casa di Lucia; nel rione di Pescarenico si trova il convento di Fra Cristoforo, figura cruciale del romanzo; sulla rocca di Somasca a Vercurago c’è il castello dell’Innominato, dove Lucia è prioginiera. Due sono le chiese riconducibili a don Abbondio: la chiesa dei Santi Vitale e Valeria ad Olate, dove si celebrano le nozze, e la chiesa di San Giorgio ad Acquate.Sui siti www.leccocittadeipromessisposi.it. e www.museilecco.org si può costruire un percorso di visita anche nell’Ottobre Manzoniano, la più importante manifestazione italiana dedicata ad Alessandro Manzoni. Una partnership tra il Museo Manzoniano di Lecco e il Centro Nazionale di Studi Manzoniani di Milano, oltre a prestigiose colalborazioni istiziuonali, ha messo in piedi 34 appuntamenti di quest’anno segnano una significativa svolta qualitativa: il festival si aprirà il 13 ottobre dalle 10 alle 17 con il convegno al Politecnico, organizzato con la Fondazione Treccani Cultura di Roma, con gli studiosi manzoniani Salvatore Silvano Nigro, Carlo Ossola, Massimo Bray, sui temi di “Alessandro Manzoni: la famiglia, le famiglie”, e l’apporto di Manzoni alla costruzione della lingua nazionale. Due importanti mostre si apriranno a Palazzo delle Paure “I Promessi sposi di Mimmo Paladino” (inaugurazione il 13 alle 18), con le opere per le illustrazioni dell’edizione Treccani del capolavoro manzoniano; e alla Torre Viscontea, dal 14 ottobre, con “WorldWide Manzoni”, una nuova versione della mostra realizzata dalla Fondazione Mondadori a Milano, con le edizioni de I Promessi Sposi presenti nel Fondo Manzoniano Simul, insieme a dipinti, disegni, stampe e fotografie d’epoca dei nostri Musei.Giovedì 19 ottobre, a Palazzo delle Paure, presentazione del misterioso manoscritto acquisito dal Simul con un riassunto de “Gli sposi promessi”, che si presenta come un vero e proprio “enigma”. Saranno presentate poi una nuova App, collegata ad una segnaletica interattiva e nuovi tour del Luoghi manzoniani. Due incontri letterari a Locanda Manzoni sabato 21 ottobre alle 18 con le scrittrici Marta Boneschi e Marta Morazzoni; sabato 28 ottobre,con Nicoletta Pavesi, sociologa, e la scrittrice Beatrice Masini.

Inoltre per tuto il mese concerti di jazz italiano (il quartetto della vocalist Camilla Battaglia ed il trio del saxofonista Giampaolo Casu) e creazioni culinarie di un grande chef, Giovanni Cattaneo, nello storico ristorante Nicolin di Lecco, ispirate ai piatti tipici lombardi citati ne I Promessi sposi.

Le visite guidate e letture ad alta voce nei Luoghi manzoniani e di maggior rilievo storico-artistico della città saranno raggruppate nei format “Luoghi da vivere” e “Una città per Manzoni”. Il festival si concluderà con le cerimonie di conferimento del “Premio letterario internazionale A. Manzoni – Città di Lecco 12^ edizione”, entrambe a cura di 50&più-Confcommercio. Il 28 Ottobre sarà conferito il Premio al Romanzo Storico, scelto dai lettori in una terna selezionata dalla giuria tecnica, mentre l’11 novembre sarà la volta del Premio alla Carriera in passato attribuito a personalità della cultura come Umberto Eco e Luis Sepulveda.

VILLA MANZONI. Qui si terranno visite guidate e per i ragazzi laboratori creativi e caccia al tesoro. Villa Manzoni è un edificio in stile neoclassico nel quartiere Caleotto, oggi museo letterario. Fu la residenza della famiglia di Alessandro Manzoni che vi trascorse l'infanzia, l'adolescenza e la prima giovinezza tra un collegio e l’altro. Nel 1940 è stata dichiarata monumento nazionale. Al secondo piano c’è la Pinacoteca comunale con dipinti di Scuola Lombarda del ‘600 e ‘700.

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