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Zig Zag

09.12.2015

La torre e
il mistero
del tempo

Il Castello del Buonconsiglio, in fondo c’è la Torre dell’Aquila.
Il Castello del Buonconsiglio, in fondo c’è la Torre dell’Aquila.

Cinzia Albertoni

Dal 29 novembre 1997 al 25 gennaio 1998, la Basilica Palladiana di Vicenza ospitò la mostra antologica “Terre Rare” del ceramista Alessio Tasca. Fra i tanti lavori esposti ce n’era uno mastodontico: 266 formelle in gres di cm 300 x 200 circa, assemblate in 11 pannelli illustranti il “Ciclo dei Mesi” affrescato sulle pareti della Torre Aquila del Castello del Buonconsiglio di Trento. Il maestro novese aveva trovato la propria ispirazione in quel capolavoro del tardo gotico europeo che il principe-vescovo di Trento Giorgio di Liechtenstein aveva commissionato intorno al 1400 a un ignoto artista per decorare la torre da lui sopraelevata e trasformata in ambiente privato, e per raggiungere la quale aveva fatto coprire il camminamento di ronda sopra le mura del castello. Ancora oggi all’isolato torrione si perviene attraversando il lungo corridoio.

Alessio Tasca aveva faticato due anni per portare a termine il lavoro augurandosi che il Comune di Trento acquistasse l’intera opera per esporla in un luogo pubblico, magari in una piazza o in un parco dato che il resistentissimo materiale l’avrebbe permesso. Non se ne fece nulla, i pannelli rimasero in terra vicentina e ancor ‘oggi si possono ammirare nell’atelier di Rivarotta. Undici e non dodici, perché l’originale mese di marzo dipinto sulla parete della scala a chiocciola nell’angolo sud-est della torre s’ è perduto in un incendio.

CHI DIPINSE I MESI?. Tanti interrogativi sono sorti intorno al nome all’artista che eseguì l’intero ciclo. Si è pensato potesse essere boemo ma gli storici dell’arte non propendono per quel maestro Venceslao che in quegli anni lavorò nel Tirolo meridionale, ne sostengono invece l’origine boema perché i borghi, i castelli, le città dipinte trovano confronti e somiglianze in opere miniate boeme. Per le scene, ricche di particolari naturalistici, l’autore potrebbe aver preso spunto dal Tacuinum Sanitatis, libretto di medicina e botanica del vescovo Giorgio. Non potendo assegnare un nome certo all’esecutore lo si è pertanto definito “Il Maestro dei mesi”.

IL RESTAURO DI MARCELLO FOGOLINO. Lo sconosciuto autore, per quanto avesse eseguito un ottimo lavoro, utilizzò per certe parti la tempera e queste furono le prime a sparire. Si rese pertanto necessario un restauro già nell’antichità e se ne affidò il lavoro al nostro Marcello Fogolino, nato a Vicenza tra il 1483 e il 1488 e fuggito a Trento nel 1527 perché accusato di omicidio. Nel capoluogo trentino il pittore fu ingaggiato nel 1531 per la decorazione della nuova ala del Castello del Buonconsiglio fatta costruire dal cardinale Bernardo Cles, e intervenne con estese ridipinture nel 1535 sugli affreschi della Torre Aquila e sulle travi del soffitto della stessa dove profuse gli stemmi del suo committente. Altri restauri furono eseguiti nel secolo scorso, tra gli anni ’20 e ’30 e nel 1978.

SCENE CORTESI. Giochi, lavori, merende, sfilate, tornei, caccie, incontri, sono narrati entro paesaggi che, mese dopo mese, mutano all’avvicendarsi delle stagioni. Alla battaglia a palle di neve di Gennaio, segue il torneo cavalleresco di Febbraio, la semina e l’aratura di Aprile, i corteggiamenti sul prato di Maggio, l’aristocratica danza in giardino di Giugno. In Luglio si falcia e si rastrella il fieno, in Agosto si affastella il grano. Settembre è il mese della caccia con il falco e Ottobre quello dedicato alla vendemmia a e alla spremitura dell’uva entro un complesso torchio azionato da un albero a vite girato a mano. A Novembre, in montagna i cacciatori inseguono l’orso mentre nel borgo i porcari spingono le greggi entro le mura. In Dicembre i boscaioli tagliano i tronchi, li accatastano sui carri e li trasportano in città attraversando la Porta Aquila, fa freddo e i ghiaccioli scendono dalle grondaie del Castello del Buonconsiglio.In tutte le scene è presente il sole con accanto il nome del segno zodiacale corrispondente al mese, nessun confine divide gli spazi dedicati agli svaghi della nobiltà da quelli destinati alle occupazioni dei sudditi e tutto si svolge in una straordinaria azione corale che suggerisce l’andamento di un buon governo.

IN MOSTRA. Da oggi al 1 maggio 2016 al Castello del Buonconsiglio sarà visitabile la mostra “Le scelte di Grezler”, collezionista trentino per anni presidente di ITAS Mutua. Sarà esposta una raccolta di dipinti dal XVI al XIX secolo di ambito pittorico italiano, veneto in particolare, che il mecenate raccolse con passione nell’arco di quarant’anni e donò al castello. www.buonconsiglio.it

Cinzia Albertoni
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