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Zig Zag

01.02.2015

La guerra nella miniera

In alto l'area ormai fantasma di Predil-Raibl. Qui sopra il tunnel
In alto l'area ormai fantasma di Predil-Raibl. Qui sopra il tunnel

All'estremo nordest del Nord Est, non lontano dal passo di Tarvisio, lungo la valletta del Rio del Lago che sale al passo del Predil – al di là del quale c'è la Slovenia – una galleria di cinque chilometri dentro la roccia delle Alpi Giulie collega il paesino minerario di Predil-Raibl con la piccola borgata di Bretto. Che in sloveno è Log pod Mangartom e sta dall'altra parte della frontiera, nell'alta valle dell'Isonzo, 30 chilometri a nord di Caporetto-Kobarid.
L'ATTACCO. Bretto, 150 abitanti, è una frazione di Plezzo-Bovec. Fu qui che nell'autunno del 1917 l'improvviso attacco degli austroungarici, appoggiati da reparti tedeschi, ruppe il fronte italiano della Grande Guerra. La galleria dei minatori di Raibl ebbe una determinante importanza tattica perché consentì allo Stato maggiore austriaco di trasferire una gran massa di militari verso Plezzo e poi giù verso Caporetto e Tolmino. Fu possibile farlo agevolmente (la ferrovia arrivava non lontano dalla miniera) e segretamente, facendo passare per quella galleria le truppe provenienti da altri lontani fronti e ammassate nella Carinzia austriaca. (...)

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Antonio Trentin
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