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17 dicembre 2017

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LA GALLERIA D’ARTE SACRA

17.03.2017

LA GALLERIA D’ARTE SACRA

Sopra il grande murale di Pegrassi. Qui sopra una delle vetrate
Sopra il grande murale di Pegrassi. Qui sopra una delle vetrate

Nella piazza alberata di Dueville, vicino alla settecentesca Villa Monza, sede municipale, s'innalza la parrocchiale di S. Maria e S. Fosca. La prima pietra fu posata il 23 giugno 1929, il 17 settembre 1955 fu consacrata dal vescovo Zinato. E’ da sola una galleria di arte sacra contemporanea. Fu grazie alla donazione di un parrocchiano che la chiesa di Dueville, nel 1996, poté sostituire le vecchie e opache vetrate in finto alabastro con pannelli vitrei. L'ideazione dell'opera si deve alla pittrice veronese Valentina Silvestri. Nel medesimo anno furono sostituiti anche i tre rosoni della facciata principale, con opere della ditta Caron su progetto del pittore Piero Modolo di Creazzo.

LE VETRATE. Aperte sui fianchi esterni della chiesa, ritmano le pause di un percorso spirituale attraverso la rappresentazione dei sette sacramenti. Nella parte inferiore della chiesa, le finestre sono otto perché il simbolico viaggio prende avvio dalla prima a sinistra del portale d'entrata dove è raffigurato il Cristo Risorto. Tutte le immagini sono state a lungo studiate e scelte con la consulenza del liturgista Alessandro Toniolo, approvate dalla commissione per l'arte sacra e dall'allora vescovo mons. Nonis. Esse appaiono stilizzate e conformi a uno stile unitario che vede nella parte inferiore il dispiegarsi di verdi smeraldini richiamo alla natura, mentre nella parte superiore esulta la luce. Dopo il Cristo Risorto, la successiva monofora mostra la rappresentazione del Battesimo con una cascata d'acqua e una veste bianca. Nella terza vetrata, una colomba, il pastorale del vescovo e un'ampolla d'olio simboleggiano il rito della Cresima, mentre l'Eucarestia è riconoscibile dalle spighe dorate e dal ramo contorto di una vite. Vicino all'altare maggiore è l'Ordine Sacro rappresentato da un calice con l'ostia consacrata, in basso un libro aperto con una croce rossa simboleggia il Lezionario. Segue il sacramento del Matrimonio con l' immagine degli sposi, degli anelli e l'arcobaleno, segno del patto d'alleanza stabilitosi tra Dio e l'umanità. L'Unzione ai malati, nella penultima vetrata, è manifestata da un vaso contenente l'olio benedetto, mentre La Penitenza o Riconciliazione chiude il percorso con una purificatrice sorgente d'acqua. Anche le vetrate del registro superiore della chiesa rientrano nella munifica donazione e completano il programma illustrativo. I MURALES. La conca absidale è decorata con un'enorme pittura che l'artista Agostino Pegrassi eseguì nel 1945. Si trattab di una tempera su muro di enormi dimensioni: 263 mq., un'altezza di 10 metri, una scenografia cromaticamente armoniosa, strutturata su due piani simboleggianti l'aspetto divino e terreno. In alto si dispiega l'apoteosi della Vergine accompagnata dagli angeli in un tripudio di luce e colori pastello. Sotto, la cattedra papale con il Romano Pontefice alla cui destra sta S. Francesco e a sinistra i tre profeti maggiori: Elia, Isaia e Geremia. Ad un livello inferiore la cacciata di Adamo ed Eva dal giardino dell'Eden , i tre cantori di Maria: Dante Alighieri, il Beato Angelico e Francesco Petrarca, l'arcangelo Michele che scaccia l'eretico Nestorio patriarca di Costantinopoli, il monaco agostiniano ribelle Martin Lutero e il drago simbolo del male. Sulla destra, il dottore della chiesa S. Giovanni Crisostomo seduto e intento alla lettura e alla sua sinistra i tre teologi S. Gregorio Nazianzeno, S. Giovanni Damasceno e S. Bernardo da Chiaravalle. Del medesimo artista è la pittura del Battesimo di Cristo nella Cappella del Battistero a sinistra della porta d'entrata. Pegrassi (Verona 1900-1957) entrò giovanissimo all'Accademia Cignaroli di Verona ma presto fu pilota volontario nel primo conflitto mondiale. Tornò a studiare iscrivendosi all’Accademia di Belle Arti di Venezia, conseguendo il diploma a 20 anni. Si orientò verso la pittura sacra e dal 1924 operò in molte chiese della provincia di Verona e Vicenza.

I MOSAICI. Sempre nel 1996 la chiesa fu impreziosita con l'inserimento nelle lunette dei portali di sei mosaici della scuola musiva di Spilimbergo. I cinque collocati all'esterno vedono effigiati i Quattro Evangelisti e, al centro sopra il portale, il busto del Cristo benedicente con ai lati le lettere alfa e omega, simboli del principio e della fine. All'internoil mosaico dell'Ultima Cena.

Cinzia Albertoni
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