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01.06.2017

La Bassano-Padova in bici

Uno dei primi tratti sull’argine bassanese: il fondo è di ciottoli
Uno dei primi tratti sull’argine bassanese: il fondo è di ciottoli

Nicoletta Martelletto

Da Bassano a Padova in tutto sono 60 km. Di pedalata tranquilla, di pianura, ma densa di sorprese. Perchè l’ecosistema del Brenta a vederlo a tu per tu, ad un paio di metri dall’acqua, tra i boschi golenali e le cave dismesse dove nidificano gli aironi, genera meraviglia. La ciclopista del Brenta - da Pergine/Primolano fino a Venezia - sulla carta c’è ma come tutti i cicloturisti sanno ha dei “vuoti” vistosi: si percorre su pista ciclabile attrezzata e protetta dal Trentino fino alla birreria Cornale, zona Cismon (ma qui è comune di Enego!); poi intreccia il traffico fino a Bassano. E da Bassano al confine con la provincia di Padova non c’è proprio. Le cose cambiano tra Fontaniva e Carturo, frazione di Piazzola sul Brenta, dove ci si immette sulla ciclabile realizzata dalla Provincia di Padova, larga tre metri con ghiaino ben steso, che in 38 chilometri arriva fino a Pontevigodarzere e da qui a Padova centro, passando a fianco dell’ affascinante Certosa. Il progetto “Un parco per il fiume Brenta” propone di percorrere gli argini anche se la pista non c’è per spingere i comuni e la Provincia di Vicenza a rendere sicuro e percorribile questo tratto. Un’avanguardia guidata dal tour operator vicentino Girolibero ha organizzato una domenica sugli argini del fiume da Bassano a Padova insieme ad Etifor, spin-off ambientale dll’Università di Padova. Il Brenta, sito di eccellenza che l’UE ha iscritto nella Rete Natura 2000, è oggetto del progetto “Un Parco per il fiume Brenta!” che ha già raccolto col crowdfunding 50 mila euro per la mappatura della pista, la segnaletica e iniziative per farla conoscere. Diverse aziende hanno aderito, insieme ai comuni di Carmignano, Fontaniva e Nove. «Si aprono numerose possibilità di fare turismo sostenibile con punti di pernottamento, ristoro, balneazione, eventi, occasioni per gli agricoltori di far conoscere i loro prodotti» esemplifica l’ing. Lucio Brotto di Etifor (www.etifor.com).

Il PERCORSO. Da Bassano si transita sul Ponte della Vittoria e si svolta su via Colomba, tenendo sempre la destra, si segue per strada Ss.Fortunato e Lazzaro fino a che si riesce a salire sull’argine del Brenta. Si viaggia fino a Cartigliano (sosta a villa Cappello)e quindi sempre lungo il fiume si segue la direzione di Tezze sul Brenta da dove inizia il tratto naturalistico più bello, col fiume che si divide, tra emersioni ghiaiose e le pozze delle cave dismesse. Attorno non ci sono coltivazioni perchè la tipologia dei fondi ghiaiosi non lo consente. Al Ponte di Fontaniva prima a quello di Carturo le cose cambiano: nella parte padovana della pista, qui ben indicata anche dalla cartellonistica, il fiume presenta argini più alti e si corre a lato, tra alberature regolari e un paesaggio ancora non compromesso. E attraverso Piazzola (sosta a villa Contarini) via Limena (si fiancheggia la presa del Brentella) e Vigodarzere si giunge a Padova, dove poter rientrare con i treni (da potenziare) dotati di carrozze attezzate, oppure proseguire in direzione Venezia.

Nicoletta Martelletto
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