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23 settembre 2018

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Zig Zag

06.07.2018

L’ANDALUSIA DI CANYON E PINNACOLI

Un passaggio oggi ben sicuro del Caminito del Rey: 3 km dentro il canyon e altri 4,8 di avvicinamento e uscita La roccia chiamata “El sombrero“ nel parco El Torcal, aperto nel 1978, sopra Antequera La roccia chiamata la Pena de los Enamorados
Un passaggio oggi ben sicuro del Caminito del Rey: 3 km dentro il canyon e altri 4,8 di avvicinamento e uscita La roccia chiamata “El sombrero“ nel parco El Torcal, aperto nel 1978, sopra Antequera La roccia chiamata la Pena de los Enamorados

L’Andalusia è sinonimo di mare e agricoltura, fin dai tempi del regno di Tartesso conquistato dai Fenici. Ma nell’entroterra orientale risalendo lungo il corso dei fiumi e scavalcando la Cordigliera betica, si scoprono luoghi straordinari per il trekking e gli appassionati di archeologia. La Costa del Sol, che parte da Malaga, è una meta già consacrata dal turismo internazionale per le spiagge e del clima mite e i campi da golf. www.visitcostadelsol.com; www.spain.info CAMINITO DEL REY. Per una volta la Costa va messa da parte per provare esperienze come quella del Caminito del Rey, un percorso famoso tra gli arditi dell’arrampicata ma dalla fama sinistra. Chiuso nel 2000 (una targa ricorda gli ultimi tre giovani morti nel crollo di una carrucola) rimesso in sicurezza e riaperto nel 2015, oggi il canyon de los Gaitanes è diventato un’attrazione affollata tutto l’anno, compatibilmente con le condizioni meteo (non percorribile col vento o col ghiaccio). Fu la Sociedad Hidroeléctrica del Chorro a costruire tra il 1901 e il 1905 questo sentiero che consentiva agli operai la manutenzione del doppio salto d’acqua del torrente Guadalhorce sfruttato per produrre elettricità e per portare l’acqua ad El Chorro: in parte correva lungo i binari del treno, in parte su tavole appese. Il nome lo deve ad una visita di re Alfonso XIII nel 1921. Nei decenni le passerelle sono divenute impraticabili, come provano gli spuntoni in metallo visibili, pur praticate da spericolati climber. Oggi muniti di casco e protetti dall’acciaio delle passerelle, il percorso è una piacevole passeggiata per quasi 3 km dentro la gola a 100 metri d’altezza, e per altri 4 km e 800 metri all’esterno tra avvicinamento ed uscita. Si accede dai comuni di Ardales o di Álora (in treno o in auto da Malaga): il Caminito è ben indicato. Conviene prenotare l’accesso, i week end sono sempre esauriti. Non è necessaria la guida, ma è possibile prenotarla (inglese o spagnolo). Sul sentiero volano grifoni ed aquile; in alcuni tratti si cammina nei canali irrigui svuotati. Emozionante è dir poco. Biglietto a 10 euro, 1,55 il bus per tornare indietro. www.caminitodelrey.info ANTEQUERA. La città di Antequera, sulla strada da Malaga a Cordoba, prima romana e poi araba, conta una dozzina di splendide chiese e una imponente Alcazaba, fortezza araba ben conservata. Ma è soprattutto patrimonio Unesco per i tre più grandi e integri megaliti d’Europa, i Dolmen de Menga, Dolmen de Viera e, ad un paio di chilometri, il Dolmen de El Romeral che è un tomba a tholos. Sono costruzioni semisepolte risalenti a quasi 4 mila anni avanti Cristo, di cui un video al centro visitatori spiega la costruzione (scavo di profondità, copertura con lastre giganti fatte scivolare dall’alto): avevano funzioni sepolcrali e rituali. Il Dolmen de Menga è il più grande profondo quasi 20 metri, largo circa 7 ed alto 3 metri e mezzo, con pilastri incisi di figure antropomorfe. E’ rivolto verso la Pena de los Enamorados, una gigantesca roccia alta quasi 900 metri il cui profilo ricorda quello di uomo dormienteo forse una Grande Madre. Attorno a questa è nata la leggenda dei due innamorati: lui soldato cristiano, lei principessa araba per sfuggire alla cattura dei mori inviati dal padre di lei saltano nel vuoto per restare insieme nell’eternità. www.dolmenesantequera.com EL TORCAL. Salendo per 18 chilometri lungo i tornanti sopra Antequera, si arriva al Parque Natural del Torcal, un altopiano di 1200 ettari che è un paradiso di pinnacoli rocciosi dalle più varie forme: scimmie, cappelli, pilastri con profili umani. Tre i sentieri per percorrere la città di roccia partendo dal Centro visitatori; un percorso alla scoperta dei fossili si effettua solo con guida. Si prenotano anche giri al chiaro di luna. www.torcaldeantequera.com •

Nicoletta Martelletto
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