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Zig Zag

18.05.2014

Istria, cuore di penisola

Qui il tennis di Umago. Sopra Cittanova, punta sul mare Adriatico
Qui il tennis di Umago. Sopra Cittanova, punta sul mare Adriatico

Tra il golfo di Trieste e quello del Quarnaro c'è una penisola a forma di cuore incastonata nell'Adriatico settentrionale, circondata da un mare cristallino punteggiato di isolette, dove d'estate navigano anche tanti vip, tra cui Roman Abramovich e la famiglia reale di Montecarlo.
Un territorio carsico coltivato a vigne e ulivi che qui godono di un clima favorevole e offrono eccellenze di nicchia.
È l'Istria, oggi una delle 21 regioni della Croazia dove le radici d'Italia sono ancora molto profonde, attestate non solo dal bilinguismo ma soprattutto dalle tradizioni e dalle abitudini sociali.
Il mare di queste parti è meta ben conosciuta dal turismo, in particolare di austriaci e tedeschi oltre che italiani, ma c'è anche un'Istria dei sapori, dei profumi e dello sport da scoprire, da Cittanova, città medievale di pescatori, a Umago, città del tennis, da Verteneglio, città del vino, a Buia, città dell'olio (info: www.coloursofistria.com).
OLIO & VINO. Di profumo intenso, di sapore leggermente amarognolo, l'olio extravergine istriano è considerato tra i migliori nella produzione mondiale.
Disposti su pittoreschi terrazzamenti in collina o integrati perfettamente nel paesaggio, gli uliveti d'Istria sono coltivati in funzione dell'alta qualità, com'è d'obbligo visto che le limitate estensioni non possono garantire come altrove grandi quantità di prodotto.
Numerose sono le piccole aziende che si possono visitare anche per acquistare l'olio e tra queste c'è chi si distingue per una coltivazione esclusivamente biologica, come l'azienda Farma Jola di Salvore (duemila ulivi su 120 mila metri quadrati, info: www.omajolas.com).
E chi si trovasse a percorrere la bella ciclabile, potrà fermarsi al ristorante-albergo “Casa romantica La Parenzana” dove alla fine potrà gustare anche l'”Olichoc”, una tavoletta di cioccolata all'olio d'oliva.
Olio e vino vanno da sempre a braccetto nell'Istria mediterranea e il vino più conosciuto e apprezzato è la Malvasia, prodotto da una varietà di uva bianca autoctona che dagli anni '90 in poi gli enologi della zona hanno via via raffinato, in particolare nella zona di Verteneglio, che da trent'anni ospita anche un Festival della Malvasia a fine luglio. Sono tante le cantine rinomate per la qualità della loro produzione, tra cui quella Kozlovic nella Valle di Momiano (www.kozlovic.hr) ha raccolto numerosi premi, soprattutto per il suo Moscato.
ASPARAGI & TARTUFO. Non c'è famiglia in Istria che con l'arrivo della primavera, tra metà aprile e fine maggio, non si dedichi alla tradizionale raccolta degli asparagi selvatici, che crescono spontanei, stretti, sottili e di un verde scuro intenso, qui chiamati “sparuga”, cucinati nella maniera più popolare nella frittata con le uova, ma al centro anche delle ricette sofisticate dei ristoranti stellati della zona, tra i quali il San Rocco di Verteneglio, segnalato nelle agende-gourmet.
E nel paniere istriano spicca anche un altro prodotto di eccellenza, il pregiato tartufo nella sua varietà bianca che qui cresce nel terreno grigio e umido dell'entroterra, in particolare nella valle del fiume Quieto.
ESCURSIONE. Non lontano da Buia merita una visita il borgo medievale di Groznjan, uno dei meglio conservati, conosciuto anche con il nome di Grisignana, in cima ad un colle circondato da vigne e ulivi. La caratteristica cittadina, fortificata dalla Serenissima, quando questa era terra di Venezia minacciata dai turchi, pressoché abbandonata alla fine della seconda guerra mondiale, è rinata come “città degli artisti”, grazie all'attività di associazioni quali il Centro internazionale di musica. Così le poche centinaia di residenti si moltiplicano nella bella stagione in occasione di concerti e spettacoli teatrali, della ripresa dell'attività di quasi una trentina di piccoli laboratori di pittura, scultura e artigianato e delle gallerie d'arte.
IN BICICLETTA. Lungo la strada per salire a Groznjan è ancora visibile il tragitto che percorreva la Parenzana, la ferrovia a scartamento ridotto austro-ungarica che per una trentina d'anni all'inizio del '900 ha collegato Trieste a Parenzo: ora su quel percorso si snoda un sentiero panoramico tra le colline istriane, ideale anche per gli appassionati di biking (info: www.istriabike.com).
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Massimo Manduzio
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