Seguici... Facebook Twitter Google+ Feed RSS
18 novembre 2018

Aree Tematiche

CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

Zig Zag

19.01.2018

IL CASTELLO DELLA DAMA BIANCA

Il ponte in legno di castagno realizzato sopra l’antica strada romana dall’artista Giuliano MauriIl Castello di Padernello circondato da un fossato pieno d’acqua
Il ponte in legno di castagno realizzato sopra l’antica strada romana dall’artista Giuliano MauriIl Castello di Padernello circondato da un fossato pieno d’acqua

Un angolo della campagna rurale più bella della Bassa Bresciana: è Padernello, frazione di Borgo San Giacomo, immerso in un angolo di natura dove troneggia l’imponente maniero quattrocentesco, circondato dal fossato. È il Castello di Padernello, scrigno di storia, arte e cultura, frutto di un piccolo e caparbio miracoloso collettivo del restauro. Dal 2006 ha riaperto grazie ad un accordo pubblico-privato e alle attività di valorizzazione della Fondazione Castello di Padernello. Dopo le prime fortificazioni il maniero, che fu della nobile casata dei Martinengo ramo dei Conti di Padernello o della Fabbrica fino al 1834, fu portato a compimento. Nel Settecento, secondo la moda dell’epoca, venne trasformato in villa signorile e assunse la forma odierna col progetto dell’architetto Marchetti; dal 1861 entrò nelle proprietà della famiglia Salvadego Molin Ugoni. Nel 1965 il Castello di Padernello fu abbandonato dell’ultimo suo abitante, il Conte Filippo Molin Ugoni Salvadego. Il Castello venne ricoperto di rovi, esposto al saccheggio e all'incuria umana, nonostante nel 1912 fosse stato definito di alto pregio architettonico e di interesse nazionale da parte del ministero della Pubblica Istruzione. Gli Amici del Castello negli anni Ottanta restaurarono l’antica posteria, negozio di alimentari, ora divenuta un'osteria, L'Aquila Rossa, simbolo imperiale dei Martinengo, con l'intento di salvare il maniero e valorizzare il borgo. Nel 2002 una grande nevicata fece crollare una parte del maniero e le antiche cucine. E si decise a quel punto di ripartire: il restauro dal 2006 l’ha riportato agli antichi splendori grazie ad un accordo pubblico-privato e alle attività di valorizzazione della Fondazione Castello di Padernello, costituita nel 2005 e presieduta oggi da Domenico Pedroni. Per entrare si attende che scenda imponente l’originale ponte levatoio, funzionante ed intatto. Un androne e poi una corte quadrata, porticata su due lati, accolgono i visitatori, pronti a vivere un viaggio nelle diverse epoche ed opere d’arte che vivono nel Castello. Soffitti affrescati, mobili di artigianato, le cucine databili tra il ‘400 e il ‘500, la sala da pranzo di gusto settecentesco, le biblioteche, stupiscono ed incuriosiscono, mentre una guida racconta le origini del maniero. Stanze quattrocentesche precedono un elegante scalone del Settecento. Nelle sale del Ciclo di Padernello, le copie delle opere del pittore tardo barocco Giacomo Ceruti. Suggestivo il torrione con scalette in legno, da cui scoprire parte dell’antico borgo agricolo dall’alto. Si passeggia immaginando nobili dame e cavalieri popolare il Castello. Come la Dama Bianca, leggenda che racconta le vicende di Biancamaria Martinengo, morta a 14 anni cadendo dalle mura della fortezza per seguire la magia luminosa delle lucciole: si dice che ogni 10 anni il 20 luglio torni nel salone d’onore del Castello di Padernello, vestita di bianco e con in mano un libro d’oro, contenente un segreto. Il maniero oggi ospita mostre d’arte ed è luogo di laboratori per bambini, eventi culturali, concerti, artigianato. Si tiene qui il Mercato di Slow Food ogni terza domenica del mese - il prossimo domenica 21 gennaio - con degustazioni di casoncello, pane e salamina, zuppa di farro. A partire dalle 9.30, il ponte levatoio si abbasserà per consentire l’accesso agli acquirenti di formaggi, marmellate, miele, olio, verdure di stagione, zafferano, tartufi, agrumi, frutta secca. Vicino al maniero ci sono i ristoranti di Padernello, occasione per visitare anche il paesino e deliziarsi dei suoi sapori. Il Castello di Padernello è stato a fine 2017 protagonista alla Camera dei Deputati, presentato come esempio virtuoso di generatività sociale. La Fondazione Padernello è riuscita, tramite la valorizzazione della fortezza, a rigenerare la comunità e il territorio, creando nuove occasioni di lavoro, oltre che volontariato. Il Castello di Padernello si può visitare solo con la guida, tutti i giorni, tranne il lunedì. Orari: da martedì a venerdì 9-12 e 14.30–17.30; sabato 14.30–17.30, domenica 14.30– 18.30. Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura. www.castellodipadernello.it IL PONTE SAN VIGILIO. Appena fuori dal castello, a piedi o in bici, si raggiunge il Ponte di San Vigilio, un’opera di land art realizzata tra i l2007 e il 2008 in legno di castagno da Giuliano Mauri. «Il ponte - disse l’artista lodigiano scomparso nel 2009 - è in costante colloquio con il tempo, che tinge i giorni e le stagioni di mutevoli umori». Il ponte naturale di 50 metri (un altro di 30 metri è in località Saradore) ha fatto riemergere l’antica strada romana che collegava il castello al paese, già coperta dal bosco. Il ponte sulla roggia Savarona ha subito il degrado naturale del tempo e del meteo e nella primavera del 2017 è stato risistemato dai volontari della Fondazione Padernello. Va percorso lentamente, per qualche legno sconnesso, ascoltando quando è possibile il silenzio del luogo e i rumori della natura. • N.M.

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1