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16 agosto 2018

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26.01.2018

IL CARNEVALE DELL’UNESCO

In alto il corteo mascherato, qui sopra le lanterne
In alto il corteo mascherato, qui sopra le lanterne

Nel dicembre scorso il Carnevale di Basilea è stato iscritto nella lista dei bei immateriali dell’umanità. Nella lista Unesco va ad aggiungersi alla Festa dei vignaioli di Vevey, iscritta nel 2016. Cosa fa di un carnevale un’occasione di storia e di partecipazione così diffusa? “Drei scheenschte Dääg”, i tre giorni più belli, scattano quando gli altri carnevali sono già belli e conclusi, una settimana dopo Le ceneri. Si è scritto a lungo di una sorta di una rivolta protestante contro il calendario cattolico, ma le origini che si perdono nella notte dei tempi direbbero invece di una festa medievale e di impostazione militare. Perduti i documenti nel terremoto del 1356, la testimonianza più antica del Fasnacht è del 1376, con protagoniste le corporazioni. Nel XVI° secolo le visite di leva delle reclute delle corporazioni si tenevano in concomitanza con il carnevale. Fu in quest’epoca che il carnevale di Basilea assorbì elementi del mondo militare, come il passo di marcia cadenzato al ritmo di tamburi e ottavini. La cosiddetta «Blaggedde» (spilla) fu introdotta nel 1911. Il comitato del carnevale, fondato nel 1910, ottenne il permesso di venderla per finanziarvi una parte del carnevale. Ancora oggi il ricavato viene usato per sovvenzionare le Clique, le società che sfilano. Il tema del 2018 è l’ufficio postale e il disegno della spilla è firmato dall’artista di Basilea Clelia Zoller. Il primo Morgenstreich ufficialmente autorizzato si svolse nel 1835, quando le maschere percorrevano le vie alla luce di fiaccole. Nel 1845 comparvero le prime lanterne montate su aste, poiché portare fiaccole libere era vietato. La prima lanterna a mano risale al 1860. Sta soprattutto nella lingua, il dialetto di Basilea, la particolarità di questa festa nella quale scherzi e motteggi prendono di mira i fatti salienti dell’anno trascorso e anche i politici e la vita pubblica sono nel mirino; ed insieme ecco i cibi tipici dei tre giorni più pazzi, la zuppa di farina, la torta alle cipolle e un bretzel al cumino detto “Fastenwähe”. La tre giorni è una miscela di gioia di vivere e malinconia, travestimenti, di tradizioni con una netta divisione tra spettatori e “attori“ delle varie società, i cui membri preparano tutto l'anno i loro carri, costumi e lanterne. Non si elegge un re del carnevale, non c’è un vincitore: è tutta la società locale che si riversa qui. Il Carnevale - quest’anno si terrà dal 19 al 21 febbraio - si apre alle 4 di mattina del lunedì dopo le ceneri. Il «Morgestraich» trasforma il centro città in un mare di lanterne dipinte a mano, dove migliaia di pifferai e suonatori di tamburo mascherati accompagnano a tirmo di marcia con la musica la loro rispettiva lanterna e il loro tema carnevalesco. Le celebrazioni si concludono il giovedì, alle 4 in punto, con l’«Endstraich». Il momento magico del lunedì vede circa 200 lanterne sfilare con le Clique: vengono poi poste sulla Münsterplatz, la piazza della cattedrale. La vista da lontano è suggestiva, ma bisogna avvicinarsi per leggere i «Ladärne-Värsli», gli aneddoti che decorano le lampade. Il lunedì e il mercoledì, dalle 13.30, circa 12 mila mascherati formano il Cortège, il corteo carnevalesco con i carri. Le protagoniste del martedì sera sono invece le Guggenmusike, le bande musicali itineranti, che si allenano nei mesi precedenti la sfilata, con apposita autorizzazione a suonare le percussioni . Alle 18.30 ha inizio il corteo dei musicanti che, dopo la funzione religiosa, convergono in Clarastrasse e si dirigono verso la Marktplatz o la Barfüsserplatz. Nelle piazze sono allestiti grandi palchi dove i musicanti si esibiscono di fronte al pubblico. Il martedì è anche dedicato ai bambini, che a centinaia partecipano alla sfilata, singolarmente o in gruppo, e i «Binggis», i bambini, possono mascherarsi come vogliono. Già da gennaio ogni anno fioccano le iniziative per addolcire l'attesa del Carnevale e far salire il senso di partecipazione. Spettacoli comici o teatro di varietà, le proposte di divertimento creativo sono infinite e rispecchiano le innumerevoli sfaccettature del carnevale di Basilea. I versi di qualità e gli spiritosi effetti degli intermezzi teatrali noti come «Raamestiggli» fanno da cornice a grandi esibizioni di tamburini e pifferai, oltre che delle bande musicali itineranti. Informazioni www.myswitzerland.com; www.basel.com/it; fasnachts-comite.ch (sito in tedesco, francese e spagnolo). • N.M.

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