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17 dicembre 2018

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30.11.2018

I VULCANELLI DI NIRANO

Sono circa una trentina gli pseudo-vulcani attivi
Sono circa una trentina gli pseudo-vulcani attivi

Paesaggio lunare nella conca delle Salse di Nirano. Uno spettacolo che ha dell’incredibile poiché si vedono crateri di fango liquido, freddo e salato che bollono. Il fenomeno geologico è rarissimo, si ripete solo in Sicilia nella provincia di Agrigento e a Baku sul Mar Caspio. Per vederlo bisogna addentrarsi nella Riserva Naturale Regionale dell’Emilia Romagna nel territorio di Nirano, frazione del comune di Fiorano Modenese. Il geo-parco è molto ampio, circa dieci ettari, punteggiato da coni terrosi alti alcuni metri sulla cui sommità si aprono piccoli crateri, polle di fango freddo che bolle per effetto del gas metano. Nulla a che fare con i fenomeni vulcanici. La salinità del fango è dovuta ad acque marine rimaste imprigionate nelle profondità terrestri che tendono a risalire in superficie lungo spaccature naturali del terreno. Dai crateri scendono colate che, dopo l’essicazione al sole, formano artistici cretti argillosi abbaglianti nel loro candore dovuto alla cristallizzazione del sale. Le emissioni lente della fanghiglia creano increspature, grumi, ondulazioni, arabeschi, mosaici astratti, disegni cenerini in continua mutazione per effetto delle piogge, una land-art tutta naturale. Sono circa una trentina gli pseudo-vulcani attivi la cui longevità è dovuta alla densità della melma, tutti destinati all’estinzione quando si esauriranno le sacche di gas metano sotterranee. Anche se la loro scomparsa non è imminente, sarà bene affrettarsi e prenotare una visita guidata chiamando la guardia ecologica-naturalista Paolo Callegari cell. 3465141818 che gratuitamente accompagnerà a visitare le “salse” dal latino “salsus”, salato, spiegherà il fenomeno e illustrerà quanto contenuto nel museo di Ca’ Tassi, un recuperato vecchio complesso rurale oggi sede del Centro Visitatori dotato di auditorium, sala convegni, punto ristoro, biblioteca, laboratori per scolaresche, area picnic e centralina di rilievo dati meteo-climatici. Sconsigliata è la visita senza guida perché da soli non si può accedere alla colata e vedere il cratere ribollente al quale ci si può avvicinare solo accompagnati, senza il pericolo di una voragine che si apra sotto i piedi e inghiotta nelle viscere della terra, come potrebbe accadere a chi dissennatamente scavalca le recinzioni. Nel fango asciugato crescono erbe tipiche delle zone costiere marine come l’Erba Correggiola, il Ginestrino, nelle zone più umide la Cannuccia di Palude e in quelle più soleggiate la Ginestra; tutt’intorno alla conca si allineano i calanchi a lama di coltello dell’Appennino. Le prime testimonianze scritte delle salse modenesi risalgono all’epoca romana, furono, infatti, nominate nella monumentale opera di Plinio Il Vecchio "Naturalis Historia" risalente al 50 d.C., le osservazioni sistematiche iniziarono nel Quattrocento, la prima descrizione dettagliata e puntuale la fornì nel 1789 l’abate Lazzaro Spallanzani, pioniere della moderna biologia sperimentale, ma fu l’abate Stoppani, dopo le sue ispezioni del 1864 e 1865 che definì esattamente le salse come una manifestazione legata alla presenza nel sottosuolo di idrocarburi che, attraverso fratture, emergono in superficie trascinando con sé fango e acqua salata. NEI DINTORNI. Dalla Riserva Naturale delle salse, un percorso pedonale ciclabile conduce al Castello di Spezzano, un palazzo nobiliare con corte porticata rinascimentale, pregiata la Sala delle Vedute affrescata intorno al 1596 da Cesare Baglione, pittore di corte dei Farnese. Il castello è sede del Museo della Ceramica e dell’Acetaia Comunale che illustra l’antico procedimento di trasformazione del mosto d’uva cotto nell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena. Apertura da aprile a ottobre: sabato e domenica 15,00/19,00 novembre: sabato e domenica 15,00/18,00 entrata gratuita. Visite guidate su prenotazione 0522 532094. A Fiorano Modenese si trova la pista di sperimentazione e prova per vetture Ferrari da competizione e gran turismo, di collaudo e allenamento per i piloti, di addestramento per i meccanici e la squadra sportiva. La pista è di proprietà della Scuderia Ferrari e non è accessibile al pubblico, tranne con tour gestiti dal Museo Ferrari (nel vicino paese di Maranello) dove si ammirano i bolidi rossi del cavallino rampante.

Cinzia Albertoni
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