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31.08.2014

I sapori veri magia delle Marche

In alto la pesca delle vongole; qui sopra un cappello a Montappone
In alto la pesca delle vongole; qui sopra un cappello a Montappone

“Le Marche sono un plurale” e “Più ancora dell'Emilia e dello stesso Veneto le Marche sono la Regione dell'incontro con l'Adriatico”. Queste citazioni di Guido Piovene dal suo “Viaggio in Italia” pubblicato nel 1957 riassumono i tanti diversi spiriti e influenze di questa terra. Questo territorio tra i Sibillini, i Monti Azzurri decantati da Giacomo Leopardi, e il mare è un incanto per il turista che vuole coniugare arte e sapori, storia e tradizione, con le case a portata di voce e i paesi a portata di piedi. Tra la collina e il mare si sviluppa Porto San Giorgio, sede del più considerevole distretto di pesca dell'Adriatico, con una flotta di 57 imbarcazioni per la pesca delle vongole. La vongola di queste coste, nome ufficiale Venus Gallina, è più piccola e saporita di quella verace degli altri posti dell'Adriatico. Nella costa i pescatori piceni amano definirsi agricoltori del mare, per rendere l'idea del lavoro di conservazione, di tutela, di prestigio che svolgono con un rigido codice di autoregolamentazione. Attività svolta con la tipica ironia marchigiana dal Cozzaro Nero, più personaggio che pescatore, nella definizione di “pesce nostrum” per indicare l'assoluta originalità del prodotto. In luglio Porto San Giorgio si trasforma in Vongolopolis, la città delle Vongole, manifestazione che alla terza edizione, ha richiamato migliaia di turisti attratti dallo slogan “la vongola incontra i primi”. E tra gli abbinamenti più audaci, scommessa comunque vinta, il matrimonio tra il riso e la vongola, sotto forma di collaborazione con la Strada del Riso Vialone Nano Veronese Igp, che vede in Baschirotto il maggior produttore.
Tra olivi, vigneti, girasoli e lavanda, questa terra suggestiona per la ricchezza degli antichi centri storici, con le raccolte piazzette, le imponenti rocche, le storiche chiese, gli interessanti musei, le mura romane, le architetture rinascimentali, i nobili palazzi. Il paesaggio è costellato di colli con antichi borghi murati, ogni colle ha la sua rocca, ogni paese la sua sagra che decanta il prodotto tipico. E' il caso di Campofilone, borgo medioevale di collina che domina il mare e la valle dell'Aso. L'antica tradizione culinaria è diventata una specialità gastronomica di pregio esportata in tutto il mondo: i Maccheroncini di Campofilone, sottili fili di pasta all'uovo. Vincenzo Spinosi è il volto di questo successo: «Con 10 uova e un chilo di farina, un paese è diventato famoso in tutto il mondo» sintetizza. E raccomanda di trattare i maccheroncini con la precisione del direttore d'orchestra.
Una tappa fondamentale spetta a Fermo, scrigno di bellezze artistiche e di storia. Dal Teatro dell'Aquila, inaugurato nel 1790, uno dei più blasonati d'Italia, alla Biblioteca che conserva oltre 400.000 documenti e una grande mappamondo manoscritto, opera del cartografo Amanzio Maroncelli datato 1731. Anche la Pinacoteca stupisce con un affascinante percorso. Avvincente è la visita alle cisterne romane,risalenti al I° secolo d.C., complesso architettonico perfettamente conservato formato da trenta sale sotterranee con arcate a botte. Per l'ampiezza questa struttura è unica nel suo genere. La guida racconta storie incredibili su questo manufatto unico del suo genere.  Tra le curiosità da vedere c'è anche il Museo di Montappone. Montappone è la patria del cappello. Da secoli si costruiscono cappelli, prima di paglia e ora di tutti i materiali. Una tradizione rinomata in tutto il mondo tanto che il paese è sinonimo di cappello. Per dare un significato al lavoro e alla tradizione di generazioni, è stato costituito un museo. Come tutti i musei oggetti e immagini portano alla storia di questi paesi e della loro produzione. La vetrina che accoglie il visitatore è d'artista: la sedia e il cappello di Federico Fellini, cappello rigorosamente acquistato dal grande regista a Montappone e regalato dagli eredi alla città.
Originale appare subito la mostra de “ Il cappellaio pazzo” straordinario esempio di creatività di artisti e scultori italiani che hanno fatto di un anonimo cappello un'opera d'arte. Alcuni di questi addirittura hanno fatto il giro delle maggiori capitali della moda e sono stati presentati a kermesse internazionali.Ma come è nato il cappello in questi monti? C'è una leggenda. Certamente inventata a scopi turistici, confida la guida. Come in quasi tutte le leggende c'è un re, una principessa da sposare e un contadino innamorato. E il lieto fine, vale a dire il matrimonio grazie al cappello fabbricato dal contadino per proteggere il bel viso della nobile principessa.
Tornando al tema dei sapori è il brodetto il piatto più caratteristico, una specialità conosciuta in tutta la costa adriatica ma che da queste parti trova i migliori estimatori e preparatori. Ogni località di mare ha la sua versione, ma la ricetta del tipico brodetto Sangiorgese è stata elaborata, fedelmente alla tradizione familiare, da Luciano Scafà, decano della tradizione culinaria che al ristorante Davide Palace a Porto San Giorgio propone la ricetta certificata dall'Accademia della Cucina.

Emilio Garon
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