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Zig Zag

05.10.2014

I ripari della val d'Assa

In alto lo Schaff Kugela, qui sopra i lavatoi di contrada Righele
In alto lo Schaff Kugela, qui sopra i lavatoi di contrada Righele

La Val d'Assa è una delle più lunghe e profonde incisioni dell'Altopiano dei Sette Comuni percorsa dal torrente Assa che, nato nella piana trentina del Vezzena, confluisce a fine corsa nell'Astico nei pressi di Pedescala. Antichissima via d'accesso all'Altopiano, custodisce nelle sue profondità le testimonianze dell'uomo paleolitico che ne ha inciso le pareti con simbolici graffiti. La valle, dopo la sua curva verso Ovest, allinea le località di Roana, Mezzaselva, Albaredo, Rotzo e Castelletto, le cui luci notturne vanno a comporre una linea luminosa nel buio pesto dei boschi e appaiono galleggianti su una nuvola bianca quando i vapori della valle risalgono dal canyon creando un paesaggio di stupefacente irrealtà.
IL SENTIERO DEL BISELE. Il nome cimbro significa praticello; il luogo è stato perlustrato con ricerche speleologiche e paleontologiche nel secondo dopoguerra rivelando resti di manufatti paleolitici e dell'orso delle caverne. La camminata ha inizio al ponte sul Ghelpach a Canove di Sotto lungo la SS 349, ma è preferibile partire dalla pizzeria Al Fortino, poco più su, e scendere lungo Via Righi per vedere i bei lavatoi della contrada e arrivare al ponte fiancheggiando le cave di marmo rosso.
La strada sterrata del Bisele, vietata alle auto, si avvia dalla bacheca illustrativa del percorso accatastato “Sentiero CAI n. 801”. Ci s'inoltra nella valle del Ghelpach e la prima tappa è allo Shaff Kugela, uno sporgente tetto roccioso usato nell'antichità per riparare le greggi, il passaggio sotto questa spettacolare copertura è obbligatorio per proseguire e arrivare a un'area attrezzata con tavoli e panche ricavata nella spianata di una vecchia cava. Poiché tutto il percorso non collega nessuna contrada, non incontra alcuna costruzione e si prolunga tutto nel bosco c'è da chiedersi per quale motivo sia stato tracciato, la risposta si trova nella presenza di alte pareti rocciose un tempo adibite all'estrazione della pietra.
Una seconda bacheca segnala la Leute Kubala e la Obar de Leute, due cavità scoperte nel 1954 che hanno restituito resti fossili di orso, lupo, cervo e manufatti silicei. Le diramazioni che portano alle grotte sono molto ripide e scivolose e adatte solo a escursionisti esperti. Si prosegue sotto le pareti della Cima Tre Pezzi e quando il sentiero curva a destra s'intravede in basso la confluenza della valle del Ghelpach nella Val d'Assa, sul ciglio della quale ora si procede. Lanciando lo sguardo oltre la fitta abetaia si scorgono i verdi pendii del Lecche di Mezzaselva distesi sul versante opposto della valle; la carrareccia nel frattempo si è ristretta e prosegue su uno stretto saliscendi in un ambiente boschivo ombroso e privo di spiazzi.
La tappa successiva è la parete incisa del “Rössle”, il nome, che in cimbro significa cavallino, deriva da una ben delineata testa di equino inserita in epoca recente tra la grande varietà di figure geometriche, vegetali, zoomorfe, simboli solari e cruciformi che si sono sovrapposti dall'epoca protostorica fino a quelli lasciati dalle truppe della prima guerra mondiale. Scavalcando qualche tronco sradicato e abbattutosi sul sentiero, si raggiunge la successiva parete graffita, quella della “Romita”, anch'essa scritta da una miriade d'incisioni isolate o ammassate, alcune grossolane altre di grande finezza grafica, eseguite non martellando la pietra ma incidendola con strumenti litici o metallici a seconda dell'epoca di esecuzione. Tutti questi segreti, enigmi, arcani, sigillati nella roccia scura in un luogo nascosto e isolato sobillano mille quesiti altalenanti tra curiosità e stupore. Poco oltre si aprono le imboccature di due gallerie belliche, postazioni italiane della guerra 1915/1918.
Camminando si è scesi un po' di quota per cui, dopo il bivio che incrocia il sentiero che porta alla località S. Antönle e al più famoso sito dei graffiti di Tunkelbald raggiungibile da lì in circa due ore, proseguendo dritti l'ultima parte del percorso è un po' in salita ma in un ambiente più aperto e soleggiato che sbuca sulla strada bianca delle Case Ambrosini. Prendendo a destra si sale all'enorme e in parte dismessa Stalla Modello detta “La Cattedra” per la sua posizione panoramica sull'Alta Val d'Assa, scendendo a sinistra sulla SS 349 si raggiunge in breve la pizzeria Al Fortino.
La camminata impegna circa tre-quattro ore e non è adatta a bambini piccoli.

Cinzia Albertoni
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