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15 dicembre 2018

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05.11.2018

I CASTAGNETI DI SAN ZENO

La piazza del borgo di San Zeno di Montagna. Sopra i castagneti
La piazza del borgo di San Zeno di Montagna. Sopra i castagneti

"Tra l'Adige e il Garda si erge il monte Baldo, avamposto prealpino sulla pianura padano-veneta. Sulle sue pendici prosperano olivi, cedri, limoni e castagni. Questi ultimi, anche plurisecolari, offrono da immemore tempo i loro marroni, leccornia del palato, alle genti del lago tanto caro a Catullo". Così lo scrittore Wolfgang Goethe descriveva i boschi di San Zeno di Montagna, comune a 680 metri d'altezza sul versante ovest del monte Baldo a pochi chilometri da Verona, che ogni anno, fino al 5 novembre ospita la mostra mercato del il Marrone di San Zeno Dop. IL BORGO. Nel Medioevo l'antico borgo, oggi "Balcone del Lago di Garda" per lo splendido panorama dalle sue terrazze, era composto da 15 contrade. Originariamente le corti agricole erano unite sotto il nome di Montagna di Monte Baldo, ma la denominazione venne cambiata nel 1860 in San Zeno di Montagna come omaggio al Santo la cui devozione è diffusa nel veronese. Le contrade hanno conservato oggi la loro identità medievale con cascine in pietra collegate da passaggi interni e archi sopra i quali campeggiano ancora gli stemmi delle famiglie proprietarie. La più famosa è Ca' Montagna, dal nome dall'edificio più antico. Costruito nel XIII secolo, il palazzo fu ampliato e abbellito con affreschi nel Quattrocento. L’ultimo erede, Zeno Montagna, fu colpito dalla peste del 1630 e l'edificio passò di mano in mano fino ad arrivare alla famiglia Castellani da cui il Comune lo acquistò nel 1981 sottoponendolo poi a restauro. Dal centro abitato partono sentieri di trekking e mountain bike, che si inoltrano verso il monte Baldo e i castagneti che circondano le frazioni, come quella di Lumini il cui nome deriva dall'antica abitudine dei suoi abitanti di accendere fuochi di notte per tenere lontani i lupi. (www.visitsanzenodimontagna.com) I CASTAGNETI. La storia di San Zeno di Montagna si apprende anche passeggiando nei boschi dove sorgono, alti e maestosi, alberi di castagno che da secoli forniscono alle genti del posto frutti di qualità tutelati dal 2003 dalla denominazione di origine protetta "Marrone di San Zeno" e da un consorzio che riunisce una quarantina di soci fra produttori e ristoratori. Nel 2017 si è aggiunta la certificazione biologica per il 70% della produzione. La coltivazione del castagno nell'area baldese, infatti, risale al 1285 e crebbe dall'Ottocento. «E' un'arte antica- afferma Simone Campagnari, presidente del consorzio di tutela del Marrone di San Zeno Dop - Il lavoro inizia in estate con la potatura dei polloni in eccesso e la pulizia del terreno dai ricci vuoti caduti a terra. Le prime castagne vengono raccolte il 29 settembre e quando i ricci sono maturi inizia la battitura degli alberi con stanghe di bambù per far cadere i frutti che, raccolti in ceste, vengono portati in "rissara" dove sono accatastati e lasciati fermentare quindici giorni». Oggi come in passato il lavoro del castagnatore è in gran parte manuale e si tramanda di padre in figlio: « La mia famiglia possiede un castagneto di 120 piante da un secolo- racconta la produttrice Cristina Campagnari- Ogni giorno lavoriamo in simbiosi con la natura». «Nel 1997 è nata l'associazione del Marrone di San Zeno, poi divenuta consorzio, con l'obiettivo di salvaguardare la castanicoltura e le tradizioni locali- conclude Simone Campagnari- Non utilizziamo trattamenti chimici, il nostro simbolo è uno scoiattolo». (www.marronedisanzeno.it) ENOGASTRONOMIA. Il Marrone di San Zeno D.o.p si distingue per la forma ellissoidale, la buccia sottile, lucida, di colore marrone chiaro con striature più scure, ma soprattutto per il sapore dolce, pastoso e pieno che nella cucina di ristoranti come la Taverna Kus (www.ristoranteveronatavernakus.it) viene esaltato in piatti che si presentano come il perfetto connubio fra la tradizione del Lago di Garda e quella del monte Baldo. Il tutto abbinato a vino Bardolino e formaggio Monte Veronese. Tra le speclialità da assaggiare ci sono il minestrone di marroni e la birra Castanea, ma per chi ama la semplicità non c'è niente di meglio di un cartoccio di marroni arrostiti negli stand della Festa della Castagna che animerà il paese dall’1 al 5 novembre. (www.comunesanzenodimontagna.it). • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Sara Panizzon
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