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Zig Zag

09.11.2015

Hunan, cuore
della Cina

Alla scoperta di un angolo della nazione dei record: 1 miliardo e 400 milioni di abitanti e 56 gruppi etnici
Alla scoperta di un angolo della nazione dei record: 1 miliardo e 400 milioni di abitanti e 56 gruppi etnici

Nicoletta Martelletto

Una Cina, tante Cina. Ogni provincia di questo enorme Paese grande poco meno dell’intera Europa batte all’unisono ma con un tocco proprio, legato alla natura, alle tradizioni, alla latitudine. Non c’è modo di fare sintesi se non quella dei numeri: 1 miliardo e 400 mila abitanti, 56 etnie diverse, con una dominante, la Han che comprende il 92 per cento della popolazione. C’è un luogo dove la storia millenaria e le contraddizioni della Cina che marcia superveloce si toccano con mano. E per questo va visitato. E’ la provincia dello Hunan, che significa terra al sud del lago. Il grande lago è il Dongting, frutto delle anse del fiume Yangtze. Raggruppa 70 milioni di abitanti, un niente per una vocazione agricola molto radicata e un futuro industriale al galoppo (qui la Fiat, ora la Volskswagen, paternariati con l’Italia in tema di design industriale). Il capoluogo Changsha, sei milioni di residenti, negli ultimi vent’anni ha subito una trasformazione radicale: chilometri di grattacieli dove prima c’erano risaie che pure garantiscono il 15 per cento della produzione nazionale. Una città moderna, dotata di aeroporto internazionale e stazione di treni a 300 km orari, che coesistono col riso asciugato sulle rotatorie e le donne che lavano i panni nei torrenti. Lo Hunan ha una forte attrattività turistica interna: sono milioni i cinesi che ogni anno arrivano qui nel villaggio di Shaostan dove nacque nel 1893 da una famiglia di agricoltori Mao Zedong, il padre della patria. Studiò a Changsha e qui si affacciò al partito comunista. Sempre qui nel 1927 guidò la rivolta del raccolto autunnale, per un soffio non finì sul patibolo. Ma non è nostalgia quella che oggi convoglia i turisti nello Hunan: appena fuori Changsha nel 1992 è stata trovata la mummia di una donna di 2 mila anni fa con un corredo funerario di 3 mila oggetti, pezzo forte del Museo archeologico. A Changde, altra città strategica per i visitatori, la Fiera internazionale del turismo ha portato lo scorso settembre operatori da tutti i continenti: perchè non lontano c’è la grande attrazione di Zhangjiajie, col complesso di Wulingyuan, 3 mila picchi di arenaria e quarzite, divenuti parco geologico e patrimonio Unesco dal 1992. La popolarità definitiva gliel’ha data il film ”Avatar” che nel 2009 ha reso famosi i pinnacoli mettendoli sullo sfondo del pianeta Pandora e attirando qui fino a 100 mila visitatori al giorno lungo i sentieri percorribili a piedi, salendo in quota con un ascensore che in pochi secondi copre 326 metri di dislivello.Spettacolare è anche il vicino lago Baofeng, ad est del parco, formato da una diga e percorribile con piccoli battelli che sostano dove i figuranti dell’etnia Tujia fanno ascoltare i loro canti d’amore. Un’altra manciata di chilometri e alla Grotta del Dragone Giallo, scoperta solo nel 1983, si cammina fino ad 8 chilometri nel ventre della terra, tra stalattiti e stalagmiti di proporzioni colossali, la più alta di 20 metri. Il mondo dell’arte e dello spettacolo sono un altro luogo rivelatore: ad esempio nei musical moderni che ripercorrono le antiche leggende, come quella della Volpe Divina, dove ogni sera per tutto l’anno in un anfiteatro naturale a Zhangjiajie city si rivive - di fronte a 500 attori e ad incredibili effetti speciali - l’amore impossibile tra il cacciatore e la donna-volpe. Tre ore e mezza d’auto e si arriva all’antico villaggio settecentesco di Fenghuang, città-fenice ben conservata, ancora cinta di mura. Circondato dal Tuo Jiang river che le dona tramonti romantici, attira turisti e giovani ragazze che affittano le corone d’argento e i colorati abiti del gruppo etnico Miao per farsi fotografare. Le lastre di pietra dei vicoli sono consumate, il flusso dei passanti porta alla casa dello scrittore Shen Congwen, a quella dell’artista Lei Yu Tian, ai locali che la sera si animano di karaoke e discomusic.Una sorpresa continua lo Hunan, che ha anche una Grape Valley: produce vino rosso da vitigni con le spine. www.turismocinese.it•

MARTELLETTON
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