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Zig Zag

06.08.2017

GLI ORATORI SONO GIOIELLI
SOTTO I BERICI

L’oratorio di villa Godi Marinoni, a Barbarano, dedicato a San Gaetano Thiene
L’oratorio di villa Godi Marinoni, a Barbarano, dedicato a San Gaetano Thiene

A fianco delle ville padronali o al limite delle proprietà, molti nobili costruirono la loro cappella gentilizia che la Repubblica Serenissima imponeva fosse aperta al pubblico. All'interno vi si accedeva sia dalla casa che dalla via comunale. I Colli Berici sono punteggiati da piccoli edifici da scoprire. Uno degli oratori più pregevoli del comprensorio dei Berici è la Chiesetta Revese a Brendola dedicata a Santa Maria Annunciata. I nobili Revese possedevano molte proprietà a Brendola e vantavano in famiglia l'architetto Ottavio Bruto (1575 circa - 1640). Prospiciente le loro case, all'inizio della salita che porta all'Incompiuta, fu costruita tra il 1490 e il 1492 la loro cappella con un'elegante facciata pre-rinascimentale a due ordini conclusa con il motivo a conchiglia con quattro piccole guglie su progetto di Alvise Lamberti da Montagnana L'interno è decorato con affreschi attribuiti al pittore Giovanni Buonconsiglio detto il Marescalco (Montecchio Maggiore 1465- Venezia 1535/37) che vi dipinse il presbiterio e le lunette della navata. L'oratorio appartenne alla famiglia fino all'ultimo discendente don Gaetano Bruto Revese, alla sua morta nel 1888 passò agli Scola, dal 1989 appartiene al Comune di Brendola che ne ha promosso il restauro in più interventi.

Da Brendola si raggiunge Monticello di Fara di Sarego dove un magnifico viale di cipressi porta al poggio dominato da Villa Da Porto detta "La Favorita", Francesco Muttoni la progettò nel 1714. Fuori dalle mura della villa, sorge la Cappella del Carmine innalzata nel 1697, anch'essa in stile neoclassico, con un prospetto decorato da statue di profeti al vertice del frontone e santi nelle nicchie, rientranti nello stile di Giacomo Cassetti. Da qui uno stupendo panorama.

NEL BASSO VICENTINO. A Orgiano in via IV Novembre si trova il semplice Oratorio di San Rocco, XVI secolo, della famiglia Dalla Banca e ora di proprietà della parrocchia. L'interno ospita una delle statue più antiche dei Colli Berici: la quattrocentesca Madonna delle Tempeste, in terracotta, le mani giunte, lo sguardo abbassato sul Bambino non seduto ma sdraiato tra le sue ginocchia leggermente divaricate, come per creare una culla tra le pieghe della veste. La tradizione popolare narra che il curioso appellativo "delle tempeste" fu assegnato alla Vergine a causa di un furioso temporale che ne impedì il trasferimento. Nella vicina Sossano, la Chiesetta dell'Olmo o della Beata Vergine dell'Aiuto è l'architettura più notevole del paese, fu costruita davanti Villa Ferramosca Giovanelli, oggi Municipio, dall'architetto veneziano Giorgio Massari chiamato dai Giovanelli nella prima metà del Settecento a rinnovare casa e cappella. Il tempietto ottagonale custodisce sopra l'altar maggior una copia secentesca della Mariahilf, Madonna dell'Aiuto, di Lucas Cranach, conservata nella cattedrale di Innsbruck.

Inoltrandosi nelle praterie di Sajanega, sempre a Sossano, all'interno dell'Oratorio dei SS. Ubaldo e Teobaldo adiacente al complesso templare di quella che fu la Mason di San Giovanni, sopravvive sbiadito un ciclo di affreschi dovuto al pennello di Giacomo Ciesa, a fine Settecento.

Da Sossano si raggiunge il borgo appartato di Toara di Villaga dove il muro di cinta di Villa Piovene Porto Godi s'interrompe nel grazioso prospetto della sua cappella gentilizia eretta nel 1701 e intitolata a San Giorgio. Unica concessione barocca alla semplicità della facciata rosa antico, è la finestra poligonale tra portale e timpano.

Domina Barbarano Villa Godi Marinoni il cui oratorio dedicato a San Gaetano Thiene fu voluto da Massimiliano Godi nel 1709. All'interno è collocata una Madonna dalla storia curiosa. La statua lignea era chiamata Madonna dei Sette Dolori per l'abito col cuore trafitto; rubata negli anni '80 e ritrovata nuda dai Carabinieri di Este, fu restaurata per conto di Italia Nostra del Basso Vicentino in occasione dei 300 anni del sacello. Si scoprì che si trattava di una scultura non coeva ma risalente a fine ’400-primi ’500, appartenente forse alla precedente chiesetta delle suore di S. Caterina.

CASTEGNERO, LUMIGNANO, COSTOZZA. Percorrendo non la Riviera Berica ma la strada pedecollinare, a Castegnero si rasenta l'Oratorio della Vergine Assunta di Villa Maffei Costalunga edificato nel 1651 e a Lumignano, alla fine di Via Mazzoni, ci si trova davanti la cappella di S. Teobaldo annessa a Villa Dottori Scaroni chiamata "Palazzo Bianco". Mentre la villa risale al 1585, l'oratorio fu eretto nel 1716 come dichiara l'iscrizione sopra il frontoncino spezzato. Nonostante il suo stato d'incuria, la facciata è un notevole esempio di architettura sacra neoclassica. La strada porta a Costozza dove il sacello di Villa Trento Carli dedicato a San Michele era già costruito agli inizi del Quattrocento. Sotto il cornicione corre una sequenza di archetti ciechi che vanno a comporre il fregio gotico, mentre la facciata è conclusa da un elaborato timpano rinascimentale. Prima del rientro in città, appare la magnifica visione di Villa Almerico Capra Valmarana detta "La Rotonda": davanti al cancello d'ingresso sorge la chiesetta commissionata da Marzio Capra all'architetto scultore Girolamo Albanese tra il 1645 e il 1633. Sulla facciata lo stemma, la capra rampante.

ARCUGNANO. Salendo a Monte Berico, alla fine del muraglione di Villa Margherita, si trova l'oratorio del XIV secolo dei Fratelli della Croce, detti Margheritoni. L'umile chiesetta è preziosa per il suo ciclo d'affreschi di Battista da Vicenza, 1420. Proseguendo sulla Dorsale si arriva alla grandiosa facciata di Villa Salasco la cui cappella guarda verso le valli di Sant'Agostino. La si deve all'arch. Bertotti Scamozzi che progettò casa e oratorio per il ricco setaiolo Girolamo Franceschini nel 1770. Non lontano l'oratorio di S. Teresa del Gesù dirimpetto alla casa padronale dell'azienda Le Vegre, quello di Sant'Antonio annesso all'Hotel Villa Michelangelo e quello di Villa Gozzi affacciato su Via Pilla, tutti settecenteschi. In via Zanchi l’appartato Oratorio di San Pietro, gioiello del barocco vicentino.

Cinzia Albertoni
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