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Zig Zag

28.07.2017

FRANCIGENA
DIECI ANNI
DI CAMMINO

Dalla via si vede in lontananza Monteriggioni, un borgo medievale che durante l’estate vive di rievocazioni in costume Un tratto della Francigena tra Monteriggioni e Siena
Dalla via si vede in lontananza Monteriggioni, un borgo medievale che durante l’estate vive di rievocazioni in costume Un tratto della Francigena tra Monteriggioni e Siena

Sulle orme del vescovo Sigerico, transitano in Italia oltre 25 mila persone, secondo i dati dell’Associazione delle vie francigene. Sono una cifra minima rispetto ai 250 mila pellegrini che praticano la vie del Camino de Santiago, ma è un popolo che cresce di mese in mese. L’itinerario da Roma e Canterbury che l’arcivescovo anglosassone portando con sè il pallium della sua “promozione“ compì a piedi dopo l’incontro con papa Giovanni XV, in 79 giorni nell’anno 990, grazie al suo diario è divenuto una traccia ben segnata: in tutto 1800 km in 80 tappe. E’ una via che si innesta su cammini preesistenti, su una fascio di strade che conducevano da secoli i pellegrini al cuore della cristianità. In Italia laVia Francigena è lunga circa mille chilometri dal San Bernardo (secondo il cammino antico, un altro transita dal Moncenisio) a Roma e si effettua in 44 tappe di un giorno ciascuna. www.camminafrancigena.it, www.viefrancigene.org. E’ negli anni Ottanta che l’antropologo Giovanni Caselli col diario di Sigerico in mano riscopre il percorso e nell’89 ne pubblica il risultato. Il movimento d’opinione e la pratica del trekking convincono anche l’Europa ad occuparsi di questa antichissima via e nel 1994 il Consiglio d’Europa battezza la via come “Itinerario culturale europeo“.

La Regione Toscana è tra le più attive e nel 2007 arriva la segnaletica - è il presidente del consiglio Prodi ad inaugurarla - che a Monteriggioni battezza di fatto il boom del cammino. Nello stesso anno si apre la via dal Monginevro ad Arles. Sono 10 anni di transiti, alla portata di chiunque abbia voglia di sperimentarsi nel rapporto con la natura, con se stessi e col silenzio. Confermano all’Aevf che coordina le vie francigene, che le motivazioni dei camminatori sono in parte spirituali e in parte legate a motivazioni etico-sportive, in parte solo turistiche. Tutti coloro che percorrono la via però ci tengono a far timbrare la Credenziale, il passaporto del pellegrino acquistabile via internet o in uno dei punti informativi delle 44 tappe, per attestare il proprio passaggio.

La lunghezza delle tappe è varia - dai 19 ai 35 chilometri al giorno - anche in relazione all’orografia delle sette regioni attraversate: Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Lazio. Si richiede comunque allenamento, poco bagaglio sulle spalle, scarponcini da trekking, capacità di adattamento per dormire nei numerosi ricoveri del pellegrino se non si è prenotato un hotel via internet.

Due tratti nella regione Toscana sono davvero affascinanti: quello da San Gimignano, la città delle 14 torri, a Monteriggioni, quasi 32 chilometri da piazza della Cisterna a piazza Roma; e quello da Monteriggioni a Siena, altri 24 chilometri fino a piazza del Campo.

Il primo, tranne un breve tratto lungo la strada principale, è un meraviglioso e sempre segnato saliscendi sulle colline e in mezzo al bosco attraverso Molino d’Aiano, Badia a Coneo, Gracciano, Strove, fino all’ex convento di Abbadia a Isola che precede di un paio di km Monteriggioni. Un dislivello in tutto di 300 metri. Il secondo tratto si avvia verso la medievale Cerbaia, un paio di castelli, la piana del Lago (lunghi tratti di pianura assolata) fino al bosco del Renai e all’ultimo non gradevole tratto verso Siena, su strada asfaltata.

Nicoletta Martelletto
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