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25 settembre 2018

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Zig Zag

31.08.2018

CORNOVAGLIA CON IL VENTO DELL’ARTE

Al centro la Tate St.Ives vista dalla spiaggia: all’interno arte contemporanea  britannicaThe Eden Project: i giganteschi biomi di questo paradiso botanico pare siano le serre più grandi del pianeta
Al centro la Tate St.Ives vista dalla spiaggia: all’interno arte contemporanea britannicaThe Eden Project: i giganteschi biomi di questo paradiso botanico pare siano le serre più grandi del pianeta

Se volete visitare il migliore museo inglese, non andate a Londra. La giuria dell'Art Fund Museum of the Year per il 2018 ha da poco conferito il premio alla Tate St. Ives (www.tate.org.uk/it/visita/tate-st-ives), la filiale della celebre galleria d'arte londinese aperta fronte - oceano nel villaggio di St. Ives in Cornovaglia, 12 mila abitanti che d'estate raddoppia e triplica le presenze, quest'anno per altro da record. Inaugurato nel 1993, ampliato nel 2015 in considerazione del numero elevato di visitatori (pare più di 200 mila all'anno) e riaperto l'anno scorso, il museo che affaccia su Porthmeor Beach ospita soprattutto lavori di artisti britannici contemporanei, specie quelli della scuola di St. Ives. Dagli anni Venti del Novecento, in particolare su impulso di Bernard Leach e Shoji Hamada, il villaggio di pescatori sulla costa settentrionale della Cornovaglia ha richiamato artisti figurativi, ma anche dell'avanguardia astrattista. Le stradine pedonali intagliate tra gli edifici che si assiepano su pendi inevitabilmente verdi, i profili segmentati delle lunghe file di casette a schiera con bovindo, i chioschi che vendono panzerotti ripieni di carne speziata, specialità del luogo (Cornish pastry), raccomanderebbero di per sé una visita, se non un soggiorno a St. Ives. Poi c'è il mare: il villaggio culmina in un promontorio roccioso che separa due ampie spiagge di sabbia fine, bagnate da verdi acque di trasparenze caraibiche. Dall'una si scorge il tramonto, dall'altra l'alba. In una calda giornata di sole, i colori sono così vividi da confutare ogni luogo comune sulle brume inglesi, i capricci del tempo, l'impraticabilità del mare oltre Manica. St. Ives è una delle gemme di Cornovaglia e Devon, le due regioni che si dividono la punta sud-occidentale della Gran Bretagna. Il vento che spazza queste terre ha favorito la crescita delle pale eoliche, lo sviluppo di alberi che s'incurvano fuori asse, e l'arricciarsi di alte onde solcate da intrepidi surfisti. E così la Cornovaglia dai morbidi saliscendi dell'entroterra, innervato di stradine strette tra le siepi che recintano coltivi e pecore, si sfrangia sul mare in bastioni rocciosi che si smorzano in sabbie fini. Sul vertice occidentale, dagli spalti di Land's End a picco sul mare, la vista spazia verso l'infinito, tra falesie turrite e timide foche. Scogliere vertiginose si ammirano anche da Tintagel dove le rovine di un antico castello su di un promontorio roccioso vengono indicate come luogo di nascita di re Artù. Le spiagge non mancano. Oltre a quelle di St. Ives a nord vale citare quelle di Marazion a sud perché, quando la marea è bassa, da lì si può percorrere a piedi la passerella verso St. Michael's Mount, la versione inglese del normanno Mont Saint Michael. In entrambi i siti, una chiesa sulla sommità dell'isola celebra l'apparizione dell'arcangelo. Più all'interno, con vista su St. Michael's Mount, si può visitare il Tremenheere Sculpture Garden (www.tremenheere.co.uk), dove le verdi forme della natura sono abbinate alle inattese forme dell'arte (tra l'altro, la camera ellittica per ammirare il cielo di James Turrell, i bambù di Kishio Suga e il tempio di legno di Penny Saunders). Più fiabeschi The Lost Gardens of Heligan (www.heligan.com) che uniscono al fascino dei giardini inglesi, delle serre (celebrata la collezione di camelie e rododendri) e degli orti, alcune suggestive sculture create con la vegetazione come la testa del gigante che sembra emergere dal terreno, ricavata dalla radice di un albero secolare sradicato da una tempesta. Se si preferiscono giardini didattici che mettono in contatto i visitatori con la flora dei differenti ecosistemi, non si può mancare una visita a The Eden Project (www.edenproject.com). La scienza prende il posto della poesia, ma i giganteschi biomi (pare siano le serre più grandi del pianeta) che offrono l'occasione di ammirare piante bizzarre, inammissibili nel clima inglese, non sfigurerebbero neanche in qualche film di fantascienza. A proposito di film, a novembre a Falmouth sarà programmata la 17esima edizione del Cornwall Film Festival (www.cornwallfilmfestival.com), dedicato in particolare ai film maker della regione e all'esplorazione della cultura e di temi tipicamente Cornish. Una prova in più della cinematografica bellezza della Cornovaglia.

Filippo Lovato
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