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10.05.2018

CENTO SAGRE FERRARESI

I maccheroni al pettine delle Valli Mirandolesi
I maccheroni al pettine delle Valli Mirandolesi

Il Ferrarese, che si allunga nei confini della tavola fino al Polesine e al Mantovano, è una terra dove si mangia bene. Troppo bene. Dove ad ogni campanile corrisponde una cooperativa e ad ogni week end una sagra. Il policentrismo gastronomico è sinonimo di turismo e lo sanno bene le Pro loco animatrici di eventi che coprono i mesi strategici, da fine aprile a metà novembre, e le cento sagre che hanno animato la sedicesima edizione del Misen, il salone delle sagre che ha aperto a Ferrara a metà aprile la stagione 2018. Allo “strapotere” della pasta ripiena si contrappone una serie di appuntamenti del gusto con prodotti di nicchia che sono alimentati non solo dai volontari - sono centinaia - addetti alle cucine ma anche dalla professionalità di molti ragazzi diplomati e diplomandi in un luogo d’eccellenza come il polo scolastico “Istituto alberghiero Orio Vergani e Fratelli Navarra” di Ferrra, che ha messo in logico collegamento un alberghiero con un agrario, governati entrambi dalla popolarissima preside Roberta Monti. Al Misen, che fa ogni anno circa 15 mila visitatori, il reperto più ambito è un mitico libretto di 98 pagine con le date e le informazioni di tutte le sagre di questo pentagono delle calorie tra Bologna, Ferrara, Mantova, Modena e Rovigo (altre fonti sono www.sagreedintorni.it, www.misen.it): qui l’enogastronomia è una scusa per il week end al mare, nelle città d’arte, per una ciclogita sul Po. Il festival dei risotti e dei prodotti ferraresi dal 20 aprile ha messo la prima pietra, seguito a Casaglia dalla festa del balanzon (tortellone di pasta fresca impastata con spinaci) dal 27 aprile, mentre da metà maggio sarà una gara tra la sagra della canapa alimentare a Madonna Boschi, la festa dell’asparago verde ad Altedo di Malalbergo, la sagra della cozza a Porto Tolle, la sagra del pesce a Gorino e la festa della salama a Guarda Ferrarese. Ogni borgo ha una storia: a Codrea, Ferrara, la sagra dell’arrosticino nasce quattordici anni fa da Vincenzino Di Pietro, originario di Colledara-Teramo, che alla squadra di calcio sola risorsa della zona affiancò un gruppo di 30 giovani attorno ad una brace per animare l’avvio dell’estate. Per sei giorni da allora la frazione è mobilitata dal 29 maggio in poi a cuocere arrosticini con bruschette, salumi e formaggi abruzzesi, che ogni anno hanno fruttato aiuti anche ai terremotati. Scomparsa la squadra è rimasta la sagra e gli arrosticini cucinati sono saliti a 74 mila lo scorso anno. A Copparo, 16 mila abitanti, si sono inventati la sagra dei primi piatti tre anni fa per San Giovanni Battista, una festa di giovani per tre fine settimana che registra quasi 3 mila presenze e 400 coperti a sera: il ricavato va alla parrocchia. Casumaro, frazione di Cento, è famosa per le lumache, vent’anni di cotture in umido con odori, vino e latte, una fatica collettiva per la lumaca d’élite a marzo e per quella popolare di agosto, già cibo dei poveri ed oggi prelibatezza per 300/400 ospiti a sera. Sono i quattordicenni ad imparare la tecnica del maccherone a pettine delle Valli Mirandolesi dove dal 26 al 28 luglio si potranno assaggiare queste paste fresche che tirano il sugo meravigliosamente in una proporzione per la sfoglina di un uovo ogni 100 grammi di farina: tre anni fa la prima sagra e fu subito successo. In ottobre il Palio del pettine (di legno) dove arrotare la pasta mette in gara i solisti del maccherone. A Consandolo invece dal 21 al 29 settembre la sagra della mela, nata sette anni fa, prevede stinco e mela, spezzatino con mela, ravioli melasogno e torte a volontà. La storia della sagra dello storione a Ficarolo è un tuffo indietro nel tempo: dal 6 al 22 luglio a villa Giglioli 25 volontari preparano ragù di storione, ravioli ripieni, tranci al forno di un pesce del fiume Po ormai divenuto raro e allevato oggi a Calvisano, provincia di Brescia. Era un “abitante” d’acqua dolce che poteva fare la fortuna di un pescatore fino agli anni Sessanta, anche per il pregiato caviale che se ne ricavava oltre alle carni prelibate. Di tutto questo si nutrono il Ferrarese e i dintorni, che hanno recuperato in giugno la sagra del salame alla brace a Morelli di Cento, il somarino in umido a Runzi dal 7 settembre, il festival della rana - 28esima edizione- a Santa Bianca di Bondeno, zucche e cappellacci a San Carlo di Ferrara dal 31 ottobre, l’anatra a Stellata dal 30 agosto. Non c’è davvero che l’imbarazzo della scelta. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Nicoletta Martelletto
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