Seguici... Facebook Twitter Google+ Feed RSS
14 novembre 2018

Aree Tematiche

CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

Zig Zag

09.11.2014

Caporetto, ripartire dall'Isonzo

In alto il Museo di Caporetto aperto dagli sloveni nel 1990, sui fatti tra il maggio 1915 e l'ottobre 1917 ; qui sopra  croci da cimiteri militari
In alto il Museo di Caporetto aperto dagli sloveni nel 1990, sui fatti tra il maggio 1915 e l'ottobre 1917 ; qui sopra croci da cimiteri militari

Ci sono luoghi fisici e luoghi virtuali per ripercorrere la storia della Grande Guerra. Nel caso del fronte orientale, l'Isonzo è un concentrato vibrante di ricordi e di testimonianze. La provincia di Gorizia ha guidato il progetto Pot Miru, Vie di pace, che commemora i caduti ma valorizza anche il territorio dalla montagna al mare perchè il turismo che vi arriva non sia solo alla ricerca di antiche ferite ma possa conoscere anche una realtà transfrontaliera italo-slovena di cultura, natura, sport.
Lo scenario è quello del Carso e delle Alpi Giulie, un gigantesco museo a cielo aperto. E un punto di partenza irrinunciabile - una volta visitato il Museo della Grande Guerra a Gorizia, in Borgo castello, www.itinerarigrandeguerra.it - è Kobarid, Caporetto dove quasi si fronteggiano dall'alto l'ossario italiano attorno alla chiesa di S.Antonio (con i resti di 7.014 soldati italiani) e il Museo di Caporetto, fondato nel 1990 da una iniziativa privata, che unisce alla lettura militare degli eventi tra il maggio 1915 e il novembre 1917, la grande sofferenza umana dei soldati. Un documentario di 20 minuti presenta i fronti di guerra lungo il fiume che si tinse di sangue, la guerra sul monte Nero, i combattimenti tra neve e valanghe. Un plastico al secondo piano spiega bene la posizione degli eserciti italiano e austroungarico alla vigilia della rotta dell'ottobre 1917 che precedette la ritirata italiana sul Piave. Foto, documenti, oltre mille oggetti ne fanno una meta di pellegrinaggio per gli sloveni e per gli italiani alla ricerca di qualche verità in più rispetto a quelle ufficiali. www.kobariski-muzej.si.
Al centro visitatori di Kobarid - www.potmiru.si - si può ottenere una mappa con 20 luoghi da visitare, il tracciato del sentiero della pace e informazioni su visite guidate.
Un secondo luogo importante per capire le dimensioni territoriali del conflitto sono le trincee magistralmente recuperate sul Kolovrat, terza linea difensiva italiana, dove erano insediate mitragliere e artiglierie. Da qui lo sguardo spazia sulla Valle dell'Isonzo fino al mare. Vi si arriva dal passo Solarie, attraverso paesi e boschi lentamente rinati dopo un secolo. Sul Carso la terza tappa: il progetto Carso 2014+ ha messo in rete con al centro Gorizia, l'altopiano di Doberdò nella omonima riserva regionale (Casa Cadorna, il lago senza fiume, le cannoniere del monte Brestovec), il Monte San Michele ricordato dal poeta Giuseppe Ungaretti, e il sacrario di Redipuglia progettato da Greppi con il Colle Sant'Elia di fronte. Sono 100 mila le spoglie degli italiani caduti raccolte dal Redipuglia; altri 14.500 soldati austriaci sono sepolti nel vicino cimitero.www.carso2014.it.
Per ristorarsi un po' dopo un simile concentrato di storia? Una visita al Collio, punteggiato di cantine dove viene prodotto anche il Vino della pace.

Nicoletta Martelletto
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1