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24 marzo 2017

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CALCIDICA
DOVE NACQUE
ARISTOTELE

18.02.2017

CALCIDICA
DOVE NACQUE
ARISTOTELE

Una spiaggia della Penisola Calcidica, ad un’ora di strada da Salonicco Un busto del filosofo greco Aristotele (384-322 a.C.)
Una spiaggia della Penisola Calcidica, ad un’ora di strada da Salonicco Un busto del filosofo greco Aristotele (384-322 a.C.)

E’ Grecia ma si chiama Macedonia centrale. Fu la terra di Filippo II e di Alessandro Magno. Ha i colori blu del mare, verde della natura e oro come le corone reali di finissime foglie di quercia custodite nelle tombe di Verghina, antica capitale, e al museo archeologico di Salonicco.

La Penisola Calcidica (di cui Eleni Sarikosta nella sua pagina facebook è entusiasta promotrice) è una nuova frontiera del viaggio in Grecia, meno praticata fino a qualche tempo fa per ragioni di collegamento, oggi annullate dalle compagnie aeree (Volotea e Ryanair tra tutte) che volano su Salonicco, antica Tessalonica, seconda città più popolosa dell’Ellade dopo Atene. Il lungomare racconta da solo i traffici dall’Est europeo al Mediterraneo, il transito dei Romani, il carcere nella Torre Bianca innalzata dai Giannizzeri, le guardie del corpo del sultano. E poi Tsinari, il quartiere ligneo turco a nord, sfuggito agli incendi, dove abitano gli intellettuali, e il Ladádika, alle spalle del porto. Caffè sempre aperti, le voci del mercato Modiano, taverne e ouzerí dove perdersi.

Sul mare, ma più a est, diretti ad Halkidiki, la Penisola Calcidica, nacque nel 384 a.C. Aristotele nell’antica Stagira, oggi Olympiada. Il 2016 e il 2017 per volere dell’Unesco sono dedicati al filosofo che più di ogni altro ha intrecciato la speculazione umanistica alla pratica scientifica: figlio di un medico di corte che lo lasciò orfano, portò con sè il dna per la scienza anche quando a 17 anni fu spedito ad Atene all’Accademia di Platone, il padre del mondo delle idee. Mai divenuto cittadino, sempre meteco e quindi escluso dalla vita pubblica, Aristotele divenne insegnante, per poi trasferirsi ad Asso e a Mitilene, quindi divenne precettore di Alessandro Magno. Tornò ad Atene a coltivare allievi nel Peripato, ma morto l’imperatore si ritirò in Eubea, a Calcide dove morì nel 322, lasciando molti scritti da sistemare. Si pensa che le sue ceneri siano state portate a Stagira e sepolte in una tomba a forma di ferro di cavallo, con pavimento di marmo, individuata nel maggio dello scorso anno dall’archeologo Kostas Sismanidis, direttore degli scavi dal 1996. Una scoperta discussa, ma che conforta i turisti in visita al sito lontano un km da Olympiada, alla ricerca delle tracce del grande pensatore. Da lì una magnifica veduta sul mare, una baia trasparente, che nulla ha a che spartire con la e trafficata Nuova Stagira, molto più a sud, dove l’unico elemento di richiamo è un Aristotle’s Park in collina rivolto alle scuole, con strumenti scientifici a cielo aperto tra cui telescopi, prisma, pentafoni, pendoli, compassi.

Addentrandosi nella penisola(www.visit-halkidiki.gr, #visithalkidiki), simile ad una mano a tre dita protesa in un’acqua da 52 Bandiere Blu, si possono scegliere tre ambienti diversi: il primo è Kassandra, l’istmo alla moda, pieno di alberghi, bar e discoteche, luogo della movida, col centro a Kallithea; il secondo è Sithonia, regno di pinete e spiagge, più appagante e tranquillo, con piccole case sparse, paesini deliziosi come Torioni, Porto Koufo, Sikia, Neos Marmaras e decine di baiette dove poter essere in pochi (tranne che in agosto ovviamente) a godere del mare. Infine Athos, con l’omonimo Monte, l’idea del sacro sviluppata in duemila anni di monachesimo. Venti monasteri, 250 eremi e il divieto di ingresso per le donne in questa repubblica autonoma per la quale si deve ottenere il visto, ne fanno un luogo di élite. Per essere ammessi tre notti (110 posti per visitatori esterni, solo 10 per non ortodossi) è necessaria la richiesta negli uffici di Salonicco o Ouranopolis, previo visto d’ingresso. Da Ouranopolis, dopo un’ora di mare, sbarcando a Daphni si entra davvero nel mondo del silenzio. I greci sostengono che in Calcidica si mangia il miglior pesce della Grecia: lo conferma padre Epifanios di Mylopotamos, il più rinomato cuoco del Monte Athos, autore di un libro di 126 ricette “senza tempo”. www.mylopotamos.com.

Nicoletta Martelletto
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