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12.10.2015

Calabria
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ITINERARI. Alla scoperta dell’Alto Jonio dove antichi borghi e cittadine sul mare custodiscono riti e tradizioni albanesi
ITINERARI. Alla scoperta dell’Alto Jonio dove antichi borghi e cittadine sul mare custodiscono riti e tradizioni albanesi

Nella Calabria settentrionale, in parte compresa nel parco del Pollino, sembra di essere in un altro mondo. Qui le tradizioni sono ancora vivissime, sia nei gesti quotidiani che in occasione delle grandi feste. L’Alto Jonio Cosentino, tra la Piana di Sibari e Metaponto, raggruppa poco meno di venti comuni in parte collinari, in parte con sbocco al mare, che da qualche tempo (attraverso il Gal Alto Jonio) si affacciano al turismo intelligente, che coniuga stili di vita, accoglienza e buona tavola. Sono le zone dove assaggiare sopressata, filettuccio e pitta liscia di Roseto Capo Spulico (qui si organizzano battute per la pesca del tonno) capretto, prosciutto crudo, le fave di Amendolara, e dove di questi tempi si raccolgono le castagne. Ogni paese è un borgo aggrappato ai monti o adagiato in riva: scenari straordinari, che hanno colpito il regista Pupi Avanti che a Rocca Imperiale, sotto il castello di Federico II, ha girato per Raiuno parte della fiction di 90 minuti "Le nozze di Laura", un movie che potrebbe svilupparsi dal 2016 in cinque puntate. I limoneti del paese sono lo sfondo di una storia d’amore che preve- de anche una miracolosa conversione, come nelle nozze di Cana... Della bellezza parlano i centri storici di Albidona, Canna, Nocara, Oriolo, Trebisacce (col mare Bandiera blu) da cui fare escursioni alle Gole del Raganello.In una zona destinata al turismo locale, molte seconde case si sono progressivamente convertite a B&B e piccoli relais di charme medievale. Vicino a Rocca Imperiale si può fare sosta a Canna, bor- go dei mulini ad acqua e di palazzi nobiliari: la cucina calabra e lucana qui si incrocia- no con sorprendenti sapori. A Nocara, al primo piano del municipio, un piccolo museo parla della civiltà contadina attraverso attrezzi e ritratti, opere d’arte donate anche dai tanti emigranti che lascia- rono la Calabria per l’Argentina: se è libero da impegni, il sindaco stesso fa da guida. Per stare in tema a Monte- giordano il pittore Francesco Lateana ha firmato singolari murales dove sono riprodotte le lettere che gli emigranti negli Usa scrivevano alla famiglia ma anche i versi del poeta locale, Luigi Pace, stroncato dalla malattia ancora giovane. Un’oasi albanese, una delle tante in Calabria, si trova a Plataci, mille metri d’altitudine tra i boschi. La lingua che si coglie nelle strade è l’arbresh, usato anche a scuola: si tramanda dalla fine del Quattrocento quando l’eroe nazionale albanese Scanderberg, che per un quarto di secolo arginò l’avanzata turca sul fronte orientale, arrivò in Italia con ampio seguito a sostenere Ferdinando I di Napoli. Pietanze, abiti e messa in rito greco ortodosso parlano ancora oggi dell’etnia arbresh - 50 le comunità nel Sud - che in agosto festeggia un festival di cori e uno di cinema. Il matri- monio arbresh è una delle espressioni più vere di questa cultura e prevede una ritualità della durata di alcuni giorni in cui i due sposi si preparano separatamente alle nozze. Musica di fiati e percussioni, la chiamate delle donne, il vessillo arbresh davanti al corteo degli invitati vestiti di pizzo e fili dorati, annuncia- no l’arrivo della sposa. Sul fronte delle spiagge va segnalata Villapiana, litorale sabbioso e selvaggio con ciot- toli a nord, adatta gli sport; fondali bassi al centro e mare profondo verso Sibari. Sulla collina Oriolo, un borgo mediovale, dominato dal castello e dall’antico teatro naturale ospita ancora oggi stagioni teatrali. Non è una offesa ma gli abitanti sono noti come “coppoloni”: calando la coppola sugli occhi non si sono mai preoccupati nei secoli di dare ospitalità a viandanti o ricchi cavalieri. Tutti qui so- no benvenuti. Una novità tecnosportiva arriva da Albidona: entro fine anno il Comune inaugurerà un impianto per effettuare “il volo dell’angelo” - sul modello di quello in Basilicata tra Castelmezzano e Pietrapertosa - con cavo tra due punti della montagna, 860 metri di lunghezza, oltre ad aprire sentieri per la mountain bike e trekking, il tutto all’interno di un parco avventura che dovrebbe essere un attrattore per la regione. Da vedere anche la statua lignea dell’Arcangelo Michele nella chiesa madre e il Crocefisso. Ad Albidona può succedere di vedersi offrire direttamente dalla finestra di casa una frittelle a forma di ruota. Info www.mediterraneantourism.it, www.galaltojonio.it

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