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Zig Zag

07.07.2017

BORDEAUX, ACQUA E VINO

In alto la Place de la Bourse. Qui sopra la Cité du VinL’interno di Mama Shelter, firmato da Starck
In alto la Place de la Bourse. Qui sopra la Cité du VinL’interno di Mama Shelter, firmato da Starck

Sono indipendenti nell’anima i bordolesi. Bella gente, che sa navigare. Che da millenni si confronta con i capricci della bronzea Garonna e dal fiume ha tratto attività fiorenti. Bordeaux, 6 milioni di turisti l’anno, è la città più vivace del sud della Francia e oggi la più moderna per reti di trasporto. Dal 2 luglio si viaggia sulla nuova linea ferroviaria ad alta velocità che collega Parigi a Bordeaux in due ore e 4 minuti, cosa che potrebbe modificare la geografia dei francesi ben disposti a lasciare la tentacolare capitale per una città giovane e dinamica, capitale del buon vivere. Bordeaux è raggiungibile in aereo da Venezia quattro volte a settimana nei periodi di maggior afflusso con www.volotea.com e dall’aeroporto di Mérignac si sale sul bus 1 urbano: è al centro di un rilancio che ha scosso la città borghese e mercantile dalle fondamenta. Dal 1994 al 2004 e poi dal 2006 ad oggi ha un sindaco monarca, Alain Juppé, già ministro e primo ministro, che ha lavorato sodo: nel 2003 ha pedonalizzato il centro, tre le reti di tram senza fili che collegano i quartieri, con un crocevia a Quinconces, 126 mila metri quadrati di piazza, tra le più grandi d’Europa. Sempre Juppé nel 2009 ha battezzato la biennale d’arte Evento, diretta da Michelangelo Pistoletto; nel 2013 ha inaugurato un nuovo auditorium da 1300 posti e nel 2016 la Cité du vin, l’ avveniristico museo del vino. Un anno in giugno c’ è il festival del vino, un anno quello dell’acqua. Bordeaux, 250 mila abitanti che quadruplicano con l’area metropolitana, al centro del dipartimento Gironda e della regione Nuova Aquitania, nasce come Burdigala in età galloromana, nel III secolo aC. Ha attraversato i secoli a cavallo tra una vocazione internazionale - con le nozze di Eleonora d'Aquitania e Enrico II d'Inghilterra nel 1154, finisce per tre secoli sotto la corona britannica - e la sua anima francese, mai mai sottomessa al potere centrale. Ma crolla economicamente quando si interrompono le relazioni con l’Inghilterra, re Luigi XI la rende di nuovo città libera con proprio parlamento e nel 1481 torna passaggio obbligato per le merci dirette ad Inghilterra, Spagna, Portogallo, Fiandre e Bretagna. Un nuovo apogeo si tocca a metà del ’600 quando vino, zucchero, schiavi e spezie la rendono dominante. Si capisce così perchè la settecentesca Borsa del Commercio sul lungo fiume sembri Versailles, perchè non esista un palazzo reale e campeggino le Grazie al posto del sovrano di turno. Nel 2006 un’idea geniale: uno specchio d’acqua di 3500 metri quadrati firmati dal fontaniere Llorca, dall'architetto Gangnet e dall'urbanista Corajoud, alimentato da 2 centimetri d’acqua, ha reso Place de la Bourse un luogo di attrazione senza precedenti dove giocare e specchiarsi nella storia. Anche il monumento ai Girondini - senza Girondini - fa memoria di una diversità manifestata nella Rivoluzione francese e di un massacro subìto nei giorni del Terrore. Figli di Bordeaux sono il filosofo Michel de Montaigne, il pittore Odilon Redon, lo scrittore Francois Mauriac, qui morì il pittore spagnolo Francisco Goya. Nel 1840 risale in quota come porta coloniale, poi conosce l’industrializzazione ma anche la tragedia della filossera che decima i vigneti. Dagli anni novanta del ’900 la rinascita.

Nicoletta Martelletto
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