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20 settembre 2018

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Zig Zag

20.07.2014

Agno-Guà fiumi ciclabili

In alto la ciclabile. Qui sopra il cavallo di Bruno Vigolo sul greto.
In alto la ciclabile. Qui sopra il cavallo di Bruno Vigolo sul greto.

Lo sviluppo turistico della Valle dell'Agno è affidato anche alle due ruote. La ciclabile realizzata lungo il torrente Agno-Guà che collega Tezze di Arzignano a Valdagno è un invitante percorso che rivela scorci inediti a chi è solito percorrere la valle in auto. E' un andare lento, lungo il torrente che si risale pedalando in lieve salita e che stupisce per la limpidezza dell'acqua e per i salti di dislivello formanti pozze smeraldine.
Un'inedita Valle dell'Agno si rivela all'escursionista che non si sentirà mai spaesato, trovando sia a destra sia a sinistra le vedute dei paesi digradanti sui colli e l'orizzonte chiuso dal profilo seghettato delle Piccole Dolomiti. La pista è un corridoio tutto asfaltato in mezzo al verde, niente fatica, niente polvere, niente traffico, uno sfogo salutare per gli abitanti che vi pedalano, vi corrono, vi pattinano, ci portano i bambini, gli anziani, i cani. L'unico pericolo sono i ciclisti troppo veloci e che non segnalano acusticamente il loro passaggio. Ma perché non si attrezzano più le biciclette di campanello?
I PAESI. Sul colle di Trissino svetta il campanile della chiesa di Sant'Andrea ricostruito nel 1889 con la statua dell'angelo San Michele in alto, guardinga sentinella della valle. Dalla ciclabile è ben visibile la facciata a mezza costa dell'inferiore Villa Trissino, colpita da un fulmine e incendiata nel 1841 e oggi teatrale quinta del magnifico giardino terrazzato. Puntando a nord e tenendo lo sguardo ancora a sinistra, si riconosce più avanti la pieve di San Martino di Brogliano la cui origine longobarda è siglata da una pietra inserita nel muro d'angolo della facciata scolpita con l'immagine di un guerriero. Cornedo si estende sull'altro versante della valle ed è dominato dal colle di San Sebastiano dove la chiesa omonima s'intravede tra alti cipressi. Il centro storico merita una deviazione dalla ciclabile perché ricco di nobili architetture: Villa Trissino sede della biblioteca civica, edificio quattrocentesco che mostra gli elementi architettonici del pre-rinascimento nell'elegante portico a sette arcate e nella trifora a tutto sesto, l'ottocentesca Villa Pretto Cassanello, sede comunale affacciata sul parco pubblico, la sobria Villa Trettenero Marshall e Villa Brunelli Bonetti che con le sue logge laterali si adagia sul pendio del colle di San Sebastiano, detta Villa Veronica perché costruita per la nobildonna Veronica Maffei. Pedalando talvolta a destra e talaltra a sinistra dell'Agno che si attraversa su apposite passerelle, fiancheggiando rigeneranti posti ristoro, ci si ritrova all'imbocco di Valdagno.
La ciclabile si mantiene sempre alta sull'argine e il refrigerio dell'acqua è purtroppo irraggiungibile, peccato che questa bella cittadina non abbia attrezzato una spiaggetta per godere al meglio del suo torrente.
Il percorso ciclo-pedonale termina in Piazza Cavour dove girando a destra si raggiunge il parco La Favorita, qui vale la pena di scendere di sella e concedersi una pausa sotto i maestosi alberi di questo giardino che doveva far corona alla villa che nel 1936 Gaetano Marzotto commissionò agli architetti Francesco Bonfanti e Gio Ponti, mai costruita a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale.
Della costruzione rimangono solo le spettrali fondamenta e il piano interrato sopra il quale è esposta l'installazione artistica di Simone Berti che, recuperati dei mobili dall'Ecocentro di Valdagno, li ha sospesi sopra il basamento come rievocazione di una situazione domestica mai avvenuta.
DIETRO-FRONT. Invertire la rotta e tornare al punto di partenza è puro divertimento. La ciclabile è tutta in leggera pendenza, basta lasciarsi portare dalle due ruote e godersi il vento. Si può sostare sulle panchine, fotografare la vecchia e ormai inutilizzata passerella di legno somigliante a un ponte tibetano e oltre Trissino inoltrarsi in un paesaggio naturalistico di grande respiro e bellezza. Si procede sull'argine orografico sinistro dell'Agno ormai diventato Guà e sulla parte asciutta del greto si scopre un singolare esempio di Land Art, un enorme cavallo tratteggiato con sassi neri sulla ghiaia bianca. Si tratta dell'intervento artistico di Bruno Vigolo, pensionato di Trissino che allineando migliaia di pietre scure trovate sul posto compone immagini di effimera ammirazione perché soggette alle piene del fiume che le porta via con sé.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Cinzia Albertoni
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