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Zig Zag

07.09.2015

A Pesariis
si cattura
il tempo

Pesariis ha meno di 200 abitanti, si trova tra Carnia e Comelico
Pesariis ha meno di 200 abitanti, si trova tra Carnia e Comelico

La Val Pesarina, stretta e incassata, si incastra nei monti scabri della Carnia che fiancheggiano ad ovest l'Alto Tagliamento. La si può prendere da lì, dalla strada di Come- glians: comincia al Plan de Crosc - dove si cerca alloggio per far base alle escursioni in quota e alle passeggiate boschive - e sale per 25 chilometri fino alla forcella Lavardet. Oppure la si può prendere dal Cadore, lasciando le valli bellunesi e inerpicandosi fino ai 1800 metri del bell'alto- pianetto di Casera Razzo per scendere poi al di là del confine veneto-friulano. È montagna minore, frequentata in alto solo dagli ap- passionati della fatica, irta nelle sue pendici di boschi fitti che un tempo mandavano preziosi fusti alle città di pia- nura, coronata da vette roc- ciose spettacolari e impervie, le Dolomiti Pesarine (www.valpesarina.org). Il Comune che la ammini- stra ha un nome, Prato Carnico, che vale per dieci frazioni. I nomi sono quelli un po' eso- tici del friulano che vi si par- la: Davousa, Pri, Pradumbli, Osàis... E Òrias si chiama lo scalino montano a 1000 metri dove sorge un villaggetto delizioso (...oggi che vi si arri- va facilmente in macchina) fatto di dodici “stàvoli”, le co- struzioni rurali in pietra gri- gia e legno che un tempo era- no il centro lavorativo (stalla, fienile e deposito) delle famiglie rurali pesarine. L'ultima frazione salendo è Pesariis, ed è la più bella e sin- golarmente curiosa. PAESE DEGLI OROLOGI. Già strada facendo si incontra l'anticipazione di quel che si troverà: da tanti edifici pub- blici e case private occhieggiano orologi e orologioni di varia foggia, frequenti come da nessun'altra parte. Perché? La risposta è su a Pesariis - un tempo ultima tappa sulla via per il Cadore - e ha qualche secolo di storia. Iniziò qui nel Seicento una produzione di pendoli da pa- rete che probabilmente sfruttava le esperienze acquisite da emigranti pesarini nella Foresta Nera tedesca, nel Württemberg. Ma si parla an- che di una provenienza ligure dei primi tecnici, da Chia- vari dove si costruivano con maestria i grandi orologi per campanili e torri civiche. I primi apparecchi - ripro- dotti nel Museo dell'Orolo- gio aperto in paese (informa- zioni tel. 043369034 o 043369420) - furono interamente fatti in legno, cassa e congegni, e destinati alle ca- se delle famiglie nobili udine- se. Dal 1725 una famiglia che marcherà la storia di Pesariis e la storia della misurazione del tempo in tutto il mondo, avviò una produzione che tra Sette e Ottocento fece instal- lare orologi da torre in tutta l'area friulana e fino in Istria, Dalmazia e Montenegro, con espansione poi in tutta Italia e nell'area adriatica. Erano i Solari, che - spartiti- si tra il ramo pesarino e quello udinese - diventeranno nel Novecento leader internazionali dei segnatempo-marca- cartellini nelle fabbriche e so- prattutto degli orologi “a pa- lette” (quelli tipici di stazioni e uffici) e dei pannelli infor- mativi negli aeroporti (gli orari dei voli di tutto il mon- do “girano” con brevetti Solari). LE TAPPE DEL TEMPO. Attra- verso le viuzze di Pesariis e tra gli slarghi e le case - una delle quali dall'inaspettato aspetto statunitense d'inizio '900, costruita da un emigrato rientrato in valle - un Percorso dell’Orologeria fa da museo all’aperto per rappre- sentare in varie forme tecni- coartistiche il trascorrere e la misurazione del tempo. Con un occhio alle architetture tipiche della Carnia - tra le quali spicca la grande casa padronale che ospita la locan- da “Sot la Napa” - si incontrano orologi a vasche d'acqua e a palette, a turbina e a bàs- cula, calendari, meridiane, carillon, orologi astronomici e stellari. Per i patiti della tecnologia informatica, la Pro loco (www.prolocovalpesarina.it) ha predisposto una “app” Tic-Toc Pesariis che illustra dettagliatamente il percorso. LANCETTE E FAGIOLI. All'inusi- tato abbinamento tra l'orolo- geria e il prodotto migliore dei magri campi pesarini, i fa- gioli coltivati da molte fami- glie, è dedicato l'appunta- mento-clou del turismo ga- stronomico valligiano: “Ar- lóis e Fasóis”. Si svolgerà que- st'anno nel week-end del 12-13 settembre, in contem- poranea con la Festa della de- monticazione, per il ritorno delle mucche dalle malghe. Oltre alle ricette antiche con i “fasóis”, con le carni af- fumicate, con le patate e i for- maggi carnici ingredienti dei gustosi “cjalzons” da condire con il buon burro, si potran- no tentare anche i moderni utilizzi della marmellata di fa- gioli e del gelato al fagiolo. PRATO CARNICO. Il borgo principale del comune vanta i seicenteschi Palazzo Casa- li-Giorgessi e Casa Canonica, e la chiesa di San Canciano che custodisce un altare a sportelli ed un altare ligneo entrambi del Cinquecento. Anche qui una Casa Solari o Casa dell'Orologio, risalente al XVI secolo, dove nacque papa Gregorio XVI; il Museo etnografico si trova in Casa Bruseschi. Da percorrere a piedi la Gadoria, strada inte- ramente in ciottolato

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