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Zig Zag

14.09.2015

A Marana
tra le stelle

A Marana tra le stelle
A Marana tra le stelle

Si può passeggiare incontrando i corpi celesti del sistema solare ma coi piedi ben piantati sulla terra e rapiti dagli incantevoli paesaggi dell'alta val del Chiampo e dell'Agno, con la possibilità di un tuffo nel passato visitando le vestigia dei Cimbri e avvistando i falchi pennaioli nella migrazione di metà settembre. Ancora per qualche settimana resta praticabile il Cammino dei Pianeti, un percorso che parte da Marana di Crespadoro per arrivare a Castelvecchio di Valdagno, circa 3 chilometri, che offre all’inizio l’incontro con le riproduzio- ni in scala del sole e dei pianeti e degli altri corpi celesti maggiori, indicati su segnali disposti secondo le proporzioni della loro grandezza e della distanza in cui si trovano nello spazio. E' il frutto del lavoro certosino dei volontari dell'associazione Cieli Perduti di Marana di Crespadoro, dove ha sede l'Osservatorio astronomi- co, che due anni fa ha allestito lo speciale percorso-planetario. Ed è proprio da località Pasquali, poco oltre la trattoria “da Campana”, ritrovo di molte visite astronomiche estive, che ha inizio la camminata. L'escursionista potrà trovare il Sole posizionato nella cu- pola dell'osservatorio con il diametro ridotto ad un metro. Da questa misura sono stati tarati gli altri membri del mini sistema solare. Ed ecco dunque che Mercurio, Venere, Terra e Marte, i cosiddetti pianti terrestri, saranno molto ravvicinati e si potranno incontrare dopo i primi passi mentre più avanti si troveranno più distanziati i “gioviani” Giove, Saturno, Urano e Nettuno, e ad aspet- tare verso la fine del cammino, nella fascia più estrema, ci sarà l'ultimo della fila: Plutone. La chiesa di Castelvecchio sarà infine la nube di Oort. Non occorrerà portarsi appresso un qualche telescopio, perché sarà sufficiente un buono smartphone capace di leggere i codici quadri che so- no stati indicati in ciascuno dei cartelli contenenti tutte le informazioni astronomiche, le indicazioni più curiose, immagini e approfondimenti di ogni genere. Sarà quindi possibile sapere non soltanto i loro dati di base, ma anche dove si trovano in quel preciso momento della loro orbita. Per chi invece ne è sprovvisto o ha intenzione di riprendere la passeggiata in breve, ci sono comunque delle più semplici didascalie scritte. Durante il percorso terre- stre non è difficile incontrare testimonianze della vita delle genti di questi luoghi: cippi, monumenti, capitelli, croci, fontane, targhe votive, lavatoi dei secoli passati. Un ulte- riore viaggio, questa volta a ritroso nel tempo, nelle tradizioni culturali e popolari di un'area ricca di storia che si sviluppa tra le due valli che prendono il nome dai corsi d'acqua: il Chiampo e l'Agno. E ampia è la possibilità di rinfrescarsi nelle ripide cascatelle o dissetarsi nelle immancabili fontane di ogni contrada con un paesaggio che mu- ta ad ogni curva, ricche di antiche opere dell'uomo e cimeli di un passato che ancora richiama tradizioni e racconti dei popoli cimbri che si stanziarono su queste terre che si cono conservate incontaminate. Non solo malghe con mucche al pascolo ma frequenti incontri con volpi, caprioli, lepri, tassi, ricci o i più rari istrici. E anche gli appassionati di birdwatching avranno del loro: sono infatti presenti numerose specie di uccelli rapaci. Ma l'evento che attira molti appassionati, proprio nella seconda settimana di settembre, è la migrazione dei falchi “pecchiaioli” che dal centro Europa volano verso sud sfruttando le correnti di Cima Marana. Da visitare in zona il museo dei Cimbri di Giazza (via dei Boschi, 62, a Selva di Progno, Verona), il museo dei Fossili di Bolca (via S. Giovanni Battista, 50, Bolca di Vestenano- va, Verona), il museo di inte- resse locale di Crespadoro (piazza del Municipio 3, Cre- spadoro) e il nuovo museo all’Astronautica allo stesso Osservatorio di Marana. I cartelli del percorso dei pianeti verranno ritirati a metà ottobre. www.cieliperduti.org

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