Seguici... Facebook Twitter Google+ Feed RSS
15 novembre 2018

Aree Tematiche

CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

Zig Zag

01.09.2017

A CASTRO
L’APPRODO
DI ENEA

Dalla sommità del castello ecco il porto ad arcoIl busto della gigantesca statua di Atena-Minerva
Dalla sommità del castello ecco il porto ad arcoIl busto della gigantesca statua di Atena-Minerva

«Le brezze bramate crescono ed ormai più vicino si apre/il porto, e sulla rocca appare il tempio di Minerva;/i compagni raccolgon le vele e girano le prore ai lidi./Il porto curvato ad arco dal flutto orientale,/gli scogli pronunciati spumeggiano di spruzzo salmastro...». E’ il libro III dell’Eneide, quello tragico della morte di Anchise, il padre di Enea, l’eroe in fuga dalla guerra di Troia, migrante sulle sponde d’Italia. Dove sbarca il guerriero? Arrovellatisi per qualche secolo, storici e letterati hanno una risposta definitiva: a Castro, provincia di Lecce. Le ipotesi che il suolo toccato per primo sia stato Porto Badisco, Roca Vecchia o Otranto sono tramontate del tutto da quando Francesco D’Andria, docente di archeologia all’università di Lecce, ha dimostrato un consolidato culto di Minerva proprio sulla sommità della collina sotto la quale si apre il porto ad arco descritto da Virgilio. Il borgo sullo Ionio ha origini cretesi e greche, venne abitato dai Messapi che popolarono la Puglia fin dall’ottavo secolo, fino all’arrivo dei Romani che battezzarono il luogo Castrum Minervaea nel 123 a.C. Gli scavi hanno confermato l’esistenza di un Athenaion che guardava al mare, e così i resti di sacrifici e il vasellame delle libagioni. Nel 2008 gli archeologi sono stati premiati col ritrovamento di una piccola statuetta in bronzo, un’Atena Iliaca con l’elmo frigio. Ma mancava la prova del nove. Nel luglio di due anni fa, guidati da Amedeo Galati, si sono imbattuti non senza emozione in un blocco enorme: il busto di una statua femminile mutila che può risalire al IV secolo a.C., più resti di piedi e dita in pietra leccese. Date le proporzioni, ecco ricomporsi l’idea di una grande Minerva alta quasi 4 metri, riferimento per i naviganti nel punto più stretto del canale di Otranto. Il Museo archeologico di Castro avvalora questa scoperta in attesa di altri sviluppi e il Comune ha trasformato in una risorsa turistica l’approdo di Enea: il Comune ha predisposto nel castello aragonese un percorso con video per raccontare le ricchezze della zona, i ritrovamenti della grotta Zinzulusa e nella grotta Romanelli, il percorso tra i cocci che riportano la parola Atena, i fregi di un altare o del recinto del tempio con foglie e infiorescenze di grande gusto che rinviano all’influenza dell’artista Pausias (375-350 Ac). Si riapre anche una pagina gustosa di paletnologia con la rivalità tra Scuola fiorentina e Scuola romana, di cui fu “vittima“ Paolo Emilio Stasi, artista napoletano scopritore nel 1900 della grotta Romanelli, che documentò il Paleolitico superiore in Italia: venne sbeffeggiato dalle baronie universitarie, fino alla loro marcia indietro 10 anni dopo. Le due grotte sono l’altra delle attrazioni dei dintorni di Castro: la Romanelli, non accessibile, per il ritrovamento di resti animali, strumenti litici e disegni murali; la Zinzulusa, visitabile sia via terra (con scalinata) che via mare, ambiente carsico abitato per secoli che deve il suo nome allo “zinzulu“, lo straccio. Così i pescatori chiamavano le stalattiti, scambiate per panni stesi. Un biglietto unico consente di vedere museo e grotta, raggiungibili con passeggiata da e per il borgo. Duemila abitanti, nove alberghi e 40 B&B per 500 posti letto, un mare di roccia affascinante e poco affollato, fanno di Castro una meta strategica nel Salento. Info www.comune.castro.le.it, per il soggiorno www.orsamaggiore.it; www.mediterraneantourism.it. S’è fatto conoscere con il Wine festival che ogni cinque anni celebra i vini locali; con le serate jazz estive e con la festa, straordinaria, della Madonna dell'Annunziata: tra il 24 e il 26 aprile tutto il paese prepara il pesce a sarsa, fritto e marinato con pane raffermo, aceto, aglio e menta. Viene distribuito gratuitamente la sera del primo giorno di festa, dopo la sfilata in costume medievale. Un altro momento da non perdere è l’asta pubblica per “comprare“ il posto di portatore della Madonna con l’Angelo, capolavoro in cartapesta del maestro Maccagnino, adorna di collane d’oro offerte dei fedeli.

Nicoletta Martelletto
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1