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23 aprile 2017

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Real 40, seconde linee e momenti di gloria

04.04.2017

Real 40, seconde linee e momenti di gloria

Il successo del Real Vicenza non è legato solo agli undici giocatori compresi nella giaculatoria più amata dai tifosi del Lane (“GalliLeljCallioni ecc.”), più Luciano Marangon, che non trova posto fra i titolari nell’anno del secondo posto, ma che invece, nel triennio, conta più presenze di Callioni (66-49). 

Fra i “Reales” bisogna a pieno diritto inserire nomi che, pur con un profilo più marginale, hanno contribuito a fare grande questa squadra e a determinare la sua gloria. Come GESUALDO ALBANESE, vice-Rossi nel primo campionato, che segna un solo goal in biancorosso, ma un goal davvero speciale. Il 29 maggio 1977, quart’ultima giornata, al Menti si gioca un vero e proprio spareggio-promozione: Lanerossi-Atalanta. Rossi è infortunato, Fabbri manda in campo Albanese che, fino a quel giorno, ha giocato solo pochi minuti. Al 23’ è proprio il misconosciuto attaccante calabrese a segnare (con la mano? mai chiarito) il gol della vittoria biancorossa, che spiana la strada del Real verso la serie A.

Un altro goal che resta nella storia della squadra di Fabbri è quel capolavoro firmato da MASSIMO BRIASCHI al Menti nella partita di ritorno di Coppa Uefa con il Dukla Praga. Assente anche stavolta Pablito (azzoppato all’andata dallo stopper Macela), al 14’ è la punta di Lugo Vicentino (che lo sostituisce) a riaprire le speranze di qualificazione partendo in travolgente contropiede e piegando le mani con un gran sinistro al portiere ceco. Briaschi va ricordato anche perché è l’unico giocatore vicentino fra i biancorossi di GB. 

Fra i titolari del primo campionato ci sono due giocatori che danno un contributo fondamentale al futuro del Real: il mediano INNOCENZO DONINA e lo stopper DARIO DOLCI. Il primo arriva a Vicenza, con Carrera e Albanese, dalla Reggiana e gioca l’intero campionato con la maglia n. 4. Non è un calciatore tecnico, solo un mediano di corsa e di interdizione. Di lui non restano ricordi di gesti atletici o di episodi significativi, ma la sua figura allampanata, la sua corsa un po’ sghemba, la sua diversità da compagni tanto dotati sono rimaste nei cuori dei tifosi. Dario Dolci è il centrale della difesa del Real per 30 partite. Curiosamente, trattandosi di un difensore, è ricordato per un rigore sbagliato. Il Lane gioca a Modena, al 90’ (sull’1-1) può vincere la partita con un penalty affidato proprio a Dolci. Che però lo sbaglia. Non ne tirerà più, il compito sarà assegnato a Paolo Rossi, che, anche per questo, si laurea capocannoniere della B.

Chi si ricorda il nome del secondo portiere del Real? È MICHELANGELO “MIKE” SULFARO, che infatti vanta - per così dire - zero presenze in due campionati. Galli infatti monopolizza la porta biancorossa. Perché ricordarlo, allora? Oltre che per la sua simpatia, perché è esemplare nel ruolo, di per sé difficile, di riserva di un Galli che colleziona due stagioni mostruose, parando tutto compreso qualche rigore.

Per quanto possa sembrare incredibile, visto com’è andata poi a finire con la Juventus la vicenda delle buste per la comproprietà di Rossi, nel Real c’è un bel gruppo di giocatori di provenienza bianconera. Oltre a Pablito ricordiamo Marangon, Verza, Miani e Zanone.

VINICIO VERZA è un centrocampista ventenne cresciuto nelle giovanili bianconere. Arriva a Vicenza insieme con Rossi, Fabbri lo valorizza e lo fa giocare spesso (22 presenze, 2 reti). Forse anche troppo, visto che Boniperti se lo riprende dopo una sola stagione. LUCIANO MIANI gioca da libero e diventa uno dei Reales nel terzo campionato. Anche lui è giovane (un ’56, come Rossi) ma ha già tre stagioni da professionista alle spalle. Dovrebbe essere la riserva di Carrera, invece l’infortunio di “Gas” in precampionato lo promuove titolare. Colleziona 21 presenze, poi va in panchina quando Carrera rientra dopo sette mesi. Anche “NIKI” ZANONE arriva a Vicenza nella stagione 1978-1979, accompagnato dalla etichetta di “raccomandato” proprio dal suo amico Rossi. Non trova molto spazio in prima squadra ma una soddisfazione se la prende: segna il gol dell’1-1 con cui il Real, alla penultima di campionato, blocca al Menti la Juventus e si illude di poter conquistare la salvezza una settimana dopo a Bergamo. Al viareggino PAOLO ROSI Fabbri assegna l’ingrato compito di sostituire Filippi, ceduto al Napoli dopo la stagione del secondo posto. Solo che di Filippi ce n’è uno solo nel calcio italiano e Rosi ci assomiglia anche poco. Non che buchi il campionato (25 presenze e 3 reti), ma non è la stessa cosa.

Un’ultima curiosità: prima del ritorno di Cerilli e dell’arrivo di Guidetti, cioè fino al match del 30 ottobre 1977 a Bergamo, il Real ha due titolari che poi usciranno di scena per lasciare stabilmente il posto ai due acquisti. Sono il mediano LORINI e il centravanti VINCENZI, entrambi di scuola Milan. Grazie anche a loro per il secondo posto.

 

Gianni Poggi
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