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Racconti d'Estate

20.11.2017

Una storia di 22 mesi

Walter Scarparolo

La fine di un'estate lunga ventidue mesi "La verità ". L'ultimo episodio di una storia iniziata 22 mesi prima, era l'estate del 1966 quando incontrai quella ragazza con la quale cominciai a sognare, un sogno che andò ad infrangersi durante il mio Servizio Militare. Con questo racconto andrò a descrivere come e perchè la ragazza andò a rompere il nostro rapporto, chiudendo la nostra storia nell'estate 1968. LA VERITA’. Sin dal giorno dopo, decisi di andare, non volevo attendere ancora e quel Congedo far vidimare. Al Comune mi recai e qualora giunsi e il mio turno attendevo, ai miei trascorsi, pensavo ancora. Quando consegnato l'avevo, quel foglio da timbrare mi disse che attendere potevo "Avevi fretta di terminare?" Guardi negli occhi l'impiegato, dicendo che era bravo a ironizzare e se Lui l'avesse fatto il soldato. No, non aveva fatto il militare, la mia voce si fece acida, mentre gli dissi che prima di parlare sulla Naja bisogna andare oltre, non solo giudizi devi dire ma altre cose, devi inoltre sopportare e anche subire, come la licenza che mai vedevi e la notte di guardia montare mentre il giorno lavorar dovevi tra i tanti muli da accudire come fossimo ancor allievi. Ora, per favor il timbro apponga sul documento che ha lì davanti e da altri commenti si astenga. Non ero pronto a degli appunti, avevo ancora l'animo arrabbiato e in malo modo rispondevo a quanti con ironia mi avessero parlato della Naja e tutto il resto che purtroppo ho sopportato. Dimenticar volevo e molto presto, non ne potevo più di doveri, ero stanco di tutto questo della vita in divisa, ed era ieri quando lasciammo la Caserma per ritornar a casa tutti fieri. Conclusa avevo la mia Ferma, col cappello da Alpino svolto, quel timbro sul Congedo lo conferma. Uscii dal Comune col pensier rivolto a quel futuro mio imminente, dei miei trascorsi, cosa ho colto? Coi miei pensieri andai tra la gente ricercando il mio passato, il mio tempo, l'ho perso per niente? Quindici mesi alla Patria ho dato, niente ho avuto, niente ho colto, ora mi ritrovo triste e amareggiato. Un richiamo udii dal folto, tra la folla qualcuno mi chiamò era colei che tutto m'ha tolto, era la ragazza che mi abbandonò ed ora capir vorrei il perchè, da un mese ci penso ma ancor non so. La guardai con l'anima assente, giacchè ogni suo ricordo avevo cancellato, un'estranea era diventata per me. Il suo saluto non ho ricambiato, non me la sentivo, perchè dovrei dopo tutto il mal che ha combinato, fulminata, se potessi l'avrei, abbassò gli occhi mentre arrossiva ed io proseguii per i fatti miei. La ferita dell'anima era viva, ancor la sentivo bruciare che con coraggio Lei ardiva chiamarmi per salutare dopo che mi ebbe lasciato senza un perchè, senza spiegare. Quei Signori, ho poi incontrato che a Pinerolo mi vennero a salutare, loro, il perchè mi hanno raccontato. Seppi così che andò a ballare con dei ragazzi ch'io non conoscevo, uno tra loro, la stava a guardare. Chi fosse costui non lo sapevo ma di questo Lei si invaghì, dimenticando che a Lei ci tenevo. Nella mia testa tutto si schiarì, ora sapevo cos'era successo ed il mio malanno da subito guarì. Ripresi a camminar per la mia contrada riscoprendo le cose belle, ricercando l'amor che più mi aggrada. L'amor che muove il sole e tutte le altre stelle. La storia era finita? Questo era quanto credevo, ma ancora non sapevo che ci sarebbe stato un seguito, si giunse così¬ a metà luglio, nel pieno della terza estate del mio racconto, in quei giorni rividi la Giovanna, era un'amica intima della mia ex, la quale mi invitò per una scampagnata al Lago di Fimon, accettai l'invito solamente per sentire perchè la sua amica mi piantò senza dirmi il motivo del suo agire, portai con me un amico dato che oltre a Lei, si sarebbe aggregata un'altra ragazza. Quando la vidi arrivare quasi mi prendeva un colpo, la ragazzache accompagnava Giovanna, altri non era che la mia ex, fu un pomeriggio negativo al massimo, con Giovanna rispondevo alle sue parole a monosillabi, con la mia ex non riuscii nemmeno a parlarci. Per lei non sentivo più quell'attrazione di una volta, da quattro mesi, nei momenti che tornavo con la mente al nostro rapporto, mi sentivo pervadere da un senso di rabbia e disinteresse. Finalmente il tramonto pose fine alla giornata, con un po' di ironia, ringraziai l'amica Giovanna per lo scherzo che andò a combinarmi accompagnando la mia ex, ben sapendo che per quella ragazza non avevo più nessun interesse. Quel giorno misi la parola fine alla storia iniziata due anni prima, chiudendo quel mio bel sogno, vissuto con quella ragazza in cui credevo, con cui sognavo. (da biblioteca Bertoliana, Vicenza)

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