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15 novembre 2018

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Finestra sul mondo

21.07.2018

In estate impennata di virus che rubano dati bancari

ROMA. Il relax d’estate e la vacanza fanno abbassare la soglia di sicurezza degli utenti e la disattenzione apre la strada agli hacker che ne approfittano per rubare dati sensibili, anche quelli riconducibili al denaro. Nelle ultime settimane c’è stata una esplosione dei cosiddetti trojan bancari, quelle famiglie di virus malevoli che rubano dati per sottrarre soldi. Tra questi c’è Dorkbot, presente anche in Italia, che ha colpito il 7% delle aziende di tutto il mondo. A fare una lista delle minacce informatiche aggiornata a giugno è la società di sicurezza Check Point.

 

«Avevamo registrato un’ondata di attacchi che utilizzano i trojan bancari anche nella scorsa estate. Probabilmente in questo periodo i criminali informatici prendono di mira i turisti, meno attenti in vacanza alle misure di sicurezza, che potenzialmente accedono all’home banking attraverso dispositivi condivisi e connessioni meno sicure», commenta Maya Horowitz, manager della società.

 

Oltre a Dorkbot, intercettato anche nel nostro paese, tra le minacce informatiche che appartengono alla famiglia dei trojan bancari ci sono pure Emotet (ruba le credenziali dei conti bancari delle vittime e utilizza la macchina infetta per diffondersi) e Ramnit che ruba credenziali bancarie e password dei server Ftp, quelli che trasferiscono file ai computer. Dorkbot e Ramnit sono al settimo e decimo posto della lista di Check Point. Al primo posto, ma non è una novità, un’altra minaccia informatica cresciuta nell’ultimo anno insieme al crescere delle valute digitali come i bitcoin. È Coinhive, un virus che genera criptovalute all’insaputa degli utenti: ha avuto un impatto su oltre il 17% delle imprese locali.

 

I trojan bancari non mancano anche nella lista dei virus malevoli più diffusi sugli smartphone a giugno. C’è Lokibot che colpisce i sistemi Android e ruba informazioni, può anche trasformarsi in un ransomware, cioè un virus che blocca il telefono e chiede all’utente un riscatto all’utente per restituire i dati. Altro malware preoccupante per i dispositivi mobili si chiama The Truth Spy: tiene traccia di tutte le attività sugli smartphone, inclusi Whatsapp, le chat di Facebook e la cronologia delle ricerche internet. La società di sicurezza Check Point traccia, infine, una mappa delle zone nel mondo più a rischio sicurezza, con allarme rosso in alcune parti dell’Asia e dell’America Latina.

Titti Santamato
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