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07.12.2017

Nuova frontiera per i robot
Il futuro è nell’ibridazione

Nuova frontiera per i robot. Il futuro è nell’ibridazione
Nuova frontiera per i robot. Il futuro è nell’ibridazione

Dopo i robot di metallo, quelli di plastica e i soffici, è la volta dei robot ibridi, costruiti assemblando parti artificiali e tessuti biologici. A indicare le prospettive di questa nuova era della tecnologia è lo studio a guida italiana pubblicato sulla rivista Science Robotics, che ha come primo autore Leonardo Ricotti, dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Macchine ibride Sono robot capaci di adattarsi ad ambienti ostili, come il corpo umano, e le possibili applicazioni vanno dalla tutela ambientale alle operazioni di soccorso e alla sorveglianza, fino alla medicina e al lavoro in fabbrica. “Queste macchine ibride sono sistemi robotici basati su cellule viventi”, ha spiegato Leonardo Ricotti. Allo studio hanno collaborato centri di ricerca e università di Stati Uniti, Canada e Germania. Imitare i sistemi viventi Negli ibridi ottenuti finora sono state ‘assemblate’ cellule di batteri e insetti, insieme a cellule umane. “Questa integrazione - ha rilevato Ricotti - potrà consentire alle macchine di svolgere con efficacia e successo i compiti per i quali sono state progettate. Abbiamo cercato di imitare i sistemi viventi, affinati da milioni di anni di evoluzione per realizzare robot ibridi in grado di eseguire complessi movimenti”. Sfide principali Una delle sfide principali è la miniaturizzazione, che consente ai robot ibridi di essere milioni di volte più piccoli della testa di uno spillo e di ‘nuotare’ nel corpo umano per fare interventi chirurgici e diagnosi, o per portare i farmaci al posto giusto. “La scommessa di questi ibridi - ha concluso Ricotti - è superare uno dei principali limiti dei sistemi robotici, dato dalla difficoltà di adattarsi a sistemi potenzialmente ostili come il corpo umano, salvaguardando al tempo stesso l’integrità dei tessuti”. Robot in posa Intanto, l’Italia robotica vince anche altri premi. Si ispira ad Amleto e ha per protagonista il robot bambino iCub, nato in Italia, l’immagine vincitrice del concorso fotografico internazionale dedicato ai robot umanoidi, intitolato Best Humanoid Photo. Come ‘foto più divertente’, ha vinto un altro italiano, Sabian, mentre è al volante. Il concorso è stato organizzato dalla conferenza internazionale sulla robotica umanoide ‘Humanoids 2017’ svoltasi in Gran Bretagna, a Birmingham.

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