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07.06.2018

Internet delle cose, in arrivo
super algoritmo per gestione

Internet delle cose, in arrivo super algoritmo per gestione
Internet delle cose, in arrivo super algoritmo per gestione

È ormai pronto il super algoritmo destinato a gestire l’esplosione dell’internet delle cose, che è attesa per il 2020 con l’arrivo della connessione 5G, quando si prevede che almeno 50 miliardi di oggetti saranno connessi fra loro nel mondo.

La novità

Questo algoritmo permetterà ai dispositivi di comunicare direttamente fra loro, senza passare per i ripetitori. Messo a punto dal gruppo dell’americana Tufts University, l’algoritmo è descritto sulla rivista “Proceedings of the IEEE”.

Tutti i dispositivi connessi

In un mondo in cui tutti gli oggetti, dagli elettrodomestici, alle automobili, ai pc saranno connessi fra loro, sarà cruciale conoscere la posizione precisa di tutti i dispositivi e permettere loro velocemente di riconoscersi e scambiarsi informazioni, secondo quanto ha sottolineato il coordinatore della ricerca, Usman Khan. Tutto questo dunque impone lo sviluppo di nuovi sistemi, che siano in grado di localizzare gli oggetti e farli comunicare tra di loro, ma senza pesare sulla struttura esistente che non è facile da mantenere.

Situazione attuale

Attualmente, il funzionamento dei dispositivi wireless si basa su cosiddette “ancore”, costituite da ripetitori per i cellulari e da satelliti Gps, che comunicano con ciascun dispositivo e che sono gestite da un sistema centralizzato che raccoglie ed elabora i dati e li smista ai singoli oggetti. Ma questo sistema diventa difficile da gestire con l’aumento del numero dei dispositivi connessi fra loro, perché si dovrebbe installare un numero elevatissimo di ripetitori sugli edifici, che sono difficili da gestire in modo centralizzato.

Il futuro

Il super algoritmo evita tutti questi problemi perché permette ai dispositivi di comunicare direttamente fra loro, evitando di passare per le ancore.

Connessioni dirette

In pratica i dispositivi misurano la loro posizione l’uno rispetto all’altro, piuttosto che fare riferimento ai ripetitori. “Oltre a prepararci a un futuro in cui gli oggetti connessi fra loro saranno onnipresenti, questo approccio - ha osservato Khan - potrebbe alleviare la pressione sull’infrastruttura attuale, eliminando la necessità di installare i ripetitori sugli edifici”.

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