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22.10.2015

In ospedale caccia
ai tumori con high-tech
made in Italy

In ospedale caccia ai tumori con high-tech made in Italy
In ospedale caccia ai tumori con high-tech made in Italy

Una tecnologia in grado di selezionare e isolare singole cellule tumorali presenti nel sangue e in altri liquidi biologici, per comprendere i più segreti meccanismi genetici dei tumori e mettere a punto terapie personalizzate per i piccoli pazienti. DEPARRAY SYSTEM Il ’DepArray System’, lo strumento avanzatissimo messo a punto dall’azienda Silicon Biosystems del Gruppo Menarini, è stato donato dalla multinazionale farmaceutica all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze. L’apparecchiatura, sfruttando il principio della dielettroforesi, è in grado di recuperare singole cellule rare con un grado di purezza del 100%, a partire da campioni come sangue, midollo osseo, liquido pleurico, tessuti da biopsia. Le cellule selezionate attraverso questo sistema sono mantenute intatte, vive e capaci di riprodursi, e quindi pronte per successive indagini molecolari. ONCOLOGIA PEDIATRICA Al pediatrico Meyer il ’DepArray System’ sarà impiegato per avviare nuove ricerche nell’ambito dell’oncologia pediatrica e delle neuroscienze. «L’installazione del ’DepArray’ - spiegano i medici dell’ospedale - consentirà di studiare a fondo sia le cellule tumorali circolanti che i tumori solidi pediatrici e di migliorare le nostre conoscenze sulla genetica dei tumori». In oncologia pediatrica sarà impiegato per lo studio dei tumori e dei meccanismi autoimmuni post trapianto: «Potremo isolare e selezionare anche pochissime cellule tumorali circolanti e purissime ? spiega il direttore del dipartimento Claudio Favre -, che ci possono dare informazioni importanti come markers per la valutazione e l?eventuale sviluppo della malattia metastatica». AGGRESSIVITÀ TUMORE «Inoltre - prosegue - potremo comprendere ancora di più la biologia e l’aggressività del tumore oltre a impostare un profilo molecolare per ciascun paziente. In ambito neurologico, la strumentazione sarà impiegata per studiare le mutazioni genetiche alla base dell’epilessia». Doniamo al Meyer una tecnologia promettente, nata dallo studio di due ingegneri italiani», afferma Lucia Aleotti, presidente del Gruppo Menarini. «Grazie alla donazione - afferma il di-rettore del Meyer Alberto Zanobini - possiamo varcare una nuova frontiera della ricerca scientifica». ANOMALIE GENETICHE In futuro la stessa tecnologia potrebbe essere usata per evidenziare anomalie genetiche nelle cellule fetali presenti nel sangue materno, evitando esami invasivi come l’amniocentesi: «è una possibilità su cui stiamo lavorando», affermano i ricercatori della Silicon Biosystems. Una possibilità che potrebbe cambiare in futuro il volto della ricerca e della cura di determinate malattie.

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