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Giornali in prima
linea contro le fake

20.04.2017

Giornali in prima
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Giornali in prima linea contro le fake
Giornali in prima linea contro le fake

I social network e le grandi testate giornalistiche stanno attualmente prendendo posizione contro le bufale, spigolando tra libertà di espressione e il diritto dei lettori a ricevere informazioni corrette. “L’ho letto su Facebook - dicono in molti - quindi deve essere vero”. Ma distinguere il vero dal verosimile, è ormai necessario perché gli utenti si fi dano di ciò che circola sui social network. Quanto sono effi caci le contromisure che stanno prendendo i social media sulle fake news, le notizie bufala? La mega pensione alla sorella della presidente della Camera, Boldrini; l’abolizione dell’esame di maturità; il trattamento di favore riservato all fi glia dell’ex ministro dell’Economia, Elsa Fornero. Queste alcune delle fake news più diffuse. E una volta lanciate, notizie del genere rimengono nell’immaginario collettivo, anche se inventate. “Commettere errori - spiega il direttore dell’ANSA, Contu - non è certo un bene, ma a un giornalista può capitare. Ma, se lo fa in buona fede e rettifi ca la notizia, può anche acquistare in credibilità. Proprio perché ammette l’errore. Il problema è chi artifi ciosamente crea notizie verosimili e, utilizzando il potentissimo volano di social, abusa della credulità del lettore per i fi ni più svariati. Fare informazione corretta - dice ancora il direttore dell’ANSA - ha un costo. E il fattore economico è del tutto rilevante”. “L’informazione - rincara Paolo Liguori - è come il palo della giostra: tutti ci giriamo intorno. Se si incrina, la giostra si ferma. Per noi - spiega - i social stanno alla notizia come il vento alle vele: devo essere capace di imbrigliarlo per utilizzarlo. I fake nascono soprattuto dalla pubblicità. Dietro, ci sono strategie di vendita”. “Il servizio pubblico - spiega Ottolenghi di RaiNews - ha un plus di responsabilità. Non solo divulgare informazioni sbagliate, ma già solo non essere i primi su un evento, ha un’eco enorme. In più sempre più spesso ci rendiamo conto che gli utenti, hanno voglia di assistere agli eventi senza mediazioni”.

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