Seguici... Facebook Twitter Google+ Feed RSS
21 novembre 2018

Aree Tematiche

CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

News

25.01.2018

Ecco il primo album prodotto
con l’intelligenza artificiale

Ecco il primo album prodotto con l’intelligenza artificiale
Ecco il primo album prodotto con l’intelligenza artificiale

Il primo album musicale prodotto con la collaborazione dell’intelligenza artificiale è una realtà: è uscito il 12 gennaio scorso e gli esperti ritengono che la tecnologia che ne è alla base possa portare a uno stile completamente nuovo di composizione musicale. Hello world Il long-playing si intitola “Hello World” ed è stato realizzato nell’ambito del progetto FlowMachines, finanziato dal Consiglio Europeo della Ricerca (Erc). L’album è il frutto della collaborazione tra quindici artisti, il produttore musicale Benoit Carrè, noto come Skygge, e il software creato dal pioniere della computer music Franois Pachet, esperto di intelligenza artificiale e direttore del Creator Technology Research Lab di Spotify. Ispirare il software Il sistema prevede che il musicista fornisca ‘ispirazione’ al software, presentandogli una serie di brani musicali. L’intelligenza artificiale analizza quindi la musica proposta in termini di ritmo, melodia e armonia. Quando comprende lo stile richiesto, il software lo adotta come base per una nuova composizione. Il senso della collaborazione Pachet precisa il senso della collaborazione uomo-macchina citando la mitica coppia di musicisti autori della maggior parte dei successi dei Beatles: “un modo di dire inglese molto noto è che ogni Lennon ha bisogno di un McCartney e questo è ciò cui stiamo mirando. Non aspiriamo a realizzare una creazione autonoma perché per ora non abbiamo idea di come dare al computer il senso di qualcosa che abbia, se vogliamo, un’anima”. Nuova forma di musica? Per Carrè “non è una nuova forma di musica, ma una nuova modalità di creare musica: il sistema genera composizioni originali in varie forme, che possono essere ritmi, melodie o partiture. Durante il processo, gli artisti sono coinvolti attivamente, scegliendo tra i frammenti musicali prodotti dall’intelligenza artificiale quali includere e in che modo”. Quale futuro? Dopo essere diventati indispensabili in moltissimi settori dell’attività umana, i computer e i suoi software potranno quindi andare ben oltre le attività di routine alle quali sono state per il momento relegate, diventando una sorta di “colleghi” con i quali collaborare attivamente anche nelle arti. 

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1