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23.04.2015

Ecco come smartphone e App
hanno cambiato la fotografia

Ecco come smartphone e App hanno cambiato la fotografia
Ecco come smartphone e App hanno cambiato la fotografia

“Il mondo della fotografia é drasticamente cambiato con Internet, gli smartphone e le app come Instagram. Ma proprio perché le foto sono diventate alla portata di tutti, le persone apprezzano di più l’abilità di un fotografo professionista”. Parola di Stephen Alvarez foto-giornalista del National Geographic da ben 20 anni. Ha iniziato la sua carriera nel 1991 con il Time Magazine, poi è passato alla storica rivista scientifica. Nei suoi numerosi reportage è salito sull’Everest, si è insinuato in una grotta messicana dove gli scienziati hanno studiato l’origine della vita, ha ritratto i sotterranei di Roma e Parigi. Ma ha anche coperto i conflitti in Uganda e Sud Sudan, lavoro per cui ha vinto un premio nel 2004. “Con gli smartphone tut-ti possono fare belle foto, ma gli smartphone non sono una piattaforma editoriale. È necessario un progetto. Al National Geographic dal pensare a pubblicare una storia a volte passano anche cinque anni”, spiega all’ANSA Stephen Alvarez che agli strumenti del mestiere ha affiancato i cellulari. “Sono un modo per esplorare, anche per un fotografo professionista come me. Possono essere d’aiuto in condizioni estreme dove non è possibile portare tanta strumentazione. E hanno il grande vantaggio di passare inosservati - aggiunge -. A me, ad esempio, piace descrivere le diverse culture con i ritratti. Se dovessi ogni volta tirar fuori la macchina fotografica la gente si intimidirebbe. Invece con uno smartphone le persone si sentono a proprio agio e io sembro un turista come tutti gli altri”. Grazie ad un progetto con Microsoft Stephen Alvarez si è cimentato in scatti mozzafiato in tutto il mondo usando due modelli di smartphone Lumia, 1520 e 930, particolarmente vocati alla fotografia (hanno a bordo fotocamera da 20 megapixel e tecnologia PureView che aggiunge qualità e definizione alle immagini). E per l’azienda di Redmond il fotografo tiene workshop in cui insegna i trucchi del mestiere, l’ultimo pochi giorni fa a Granada. Oltre agli smartphone, Alvarez usa anche dei programmi particolari di Microsoft. Tra i suoi preferiti ci sono One Note, che consente di tenere insieme appunti di viaggio e fotografie, dando un bell’effetto di ‘reportage in progress’. Maanche Photosynth, un software per la presentazione fotografica sul web e in 3D, e Lumia Creative Studio che permette di ritoccare le foto come Instagram. E su Instagram Stephen Alvarez ha un account dove posta i suoi scatti ed è l’ideatore del progetto The Photosociety, un profilo che raccoglie una selezione di scatti di fotografi del National Geographic. Ha un milione e mezzo di follower. “C’è un solo impiegato che ci lavora, le immagini le seleziono io”, spiega Alvarez, puntualizzando che quelle postate sono in bassa risoluzione per motivi di copyright.

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