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02.04.2015

Da Windows agli ologrammi
I primi 40 anni di Microsoft

Da Windows agli ologrammi. I primi 40 anni di Microsoft
Da Windows agli ologrammi. I primi 40 anni di Microsoft

In principio erano due studenti con la passione per l’informatica, oggi Microsoft è un colosso hi-tech da oltre 380 miliardi di dollari che allo scoccare dei 40 anni torna a mostrare i muscoli per fronteggiare un’arena di agguerriti concorrenti, tra cui l’eterna rivale Apple. Il 2015 è un anno importante per la compagnia di Redmond, non solo per il compleanno tondo che è caduto ieri, ma anche per la scommessa su Windows 10, in arrivo quest’estate, che catapulterà la società oltre i pc, i tablet e gli smartphone, in un futuro fatto di ologrammi. La compagnia nasce il 4 aprile 1975 ad Albuquerque, New Mexico, col nome di «Micro- Soft Company» per iniziativa di Bill Gates e Paul Allen. I due amici concepiscono un software per il primissimo personal computer, uno scatolone di transistor che si chiamava ’Mits Altair’. Negli anni ’80 la compagnia in erba perde il trattino per diventare Microsoft e pone le basi per diventare regina del software: il sistema operativo MS-DOS 1.0 debutta nell’agosto ’81 sul primo pc IBM. L’86 è l’anno della quotazione in Borsa, dopo tre anni c’è l’esordio del pacchetto Office. La consacrazione di Windows arriva nel 1990 con la versione 3.0 che in un anno vende oltre 4 milioni di copie. Fin dall’inizio la storia di Microsoft si intreccia con quella della Apple, praticamente coetanea. Un rapporto fatto di controversie legali ma anche di collaborazioni: nel ’97 Microsoft investe 150 milioni di dollari nella Mela Morsicata di Steve Jobs ottenendo una maggiore integrazione dei software su Mac. Il primo cambio di passo arriva nel 2000 con il nuovo ad, l’esuberante Steve Ballmer. Redmond tenta di diversificarsi: lancia la console per videogiochi Xbox, il motore di ricerca Bing, la piattaforma Windows Phone, mette a segno la maxi-acquisizione di Skype e debutta come produttore con il tablet-pc Surface. Poi il grande passo nell’arena della telefonia mobile con l’acquisizione di Nokia. Ma non mancano i flop: Windows Vista in primis, ma anche Windows 8 e il tablet Surface non sfondano. Ballmer lascia nel 2013 e Microsoft è di nuovo in cerca di identità e nuova guida. La scelta ricade su Satya Nadella che fa di «mobile» e «cloud» i punti cardine del rilancio e si impone con uno sti-le casual alla Steve Jobs. Porta a compimento l’integrazione con Nokia costata il taglio di 18mila posti di lavoro. E c’è il ritorno in campo di Bill Gates con un ruolo più operativo. Allo scoccare dei 40 anni Microsoft punta a una seconda giovinezza e riparte da Windows 10, il primo sistema operativo sotto la guida Nadella, che punta a realizzare un vecchio sogno: la piattaforma unica per i tutti i dispositivi. Non solo i più comuni pc, smartphone e tablet ma anche quelli più futuristici. Come gli Hololens, i visori che proiettano ologrammi.
Stefania Passarella

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