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26.03.2015

Da Google a Mercedes, ecco
l’auto senza il conducente

Da Google a Mercedes, ecco l’auto senza il conducente
Da Google a Mercedes, ecco l’auto senza il conducente

Gli scettici forse a breve se ne dovranno fare una ragione: le auto senza conducente sono già fra noi e in pochi anni potrebbero essere realtà su strada, al netto di soluzioni accessibili al mercato di massa. La tecnologia è pronta - come dimostrano la Mercedes F105 che in questi giorni sfreccia nel cuore di San Francisco o le Google Car che sono uscite dai simulatori e su strada hanno percorso già oltre un milione di chilometri - e corre decisamente più delle norme. Dopo la “profezia” di Elon Musk sulle auto senza conducente che saranno ‘imposte’ per legge nel prossimo futuro perché più sicure di quelle guidate da esseri umani, alla TED conference di Vancouver il direttore del progetto delle Google Car, Chris Urmson, ha assicurato che la tecnologiasarà standard entro 5 anni. Nel 2020, ha spiegato, suo figlio avrà l’età per fare l’esame di guida e gli ingegneri di Big G “stanno lavorando duramente per fare in modo che non ne abbia bisogno”. Anche il manager del colosso di internet è convinto che le auto che si “guidano da sole” oltre a migliorare la vita di chi si sposta ogni giorno nel traffico, sono più sicure e aiuteranno a ridurre gli incidenti. Tuttavia se le Google Car cominciano ad essere abili anche nel traffico cittadino non sembrano destreggiarsi ugualmente bene nella congestione legislativa. Google, ricorda il Wall Street Journal, è stato nel 2012 uno dei principali sostenitori di una legge in California che richiedeva alle autorità di elaborare norme per i cosiddetti veicoli autonomi entro il primo gennaio ma ad oggi non c’è nemmeno una bozza pronta. Un ritardo che mette in luce una delle principali preoccupazioni dei sostenitori delle auto senza conducente: la tecnologia sta sorpassando la legge. In California uno dei nodi è capire come farà il regolatore a certificare la sicurezza di un’auto senza conducente. Google e altri produttori vorrebbero condurre da sé i test, ma non esistono ancora standard federali cui conformarsi. Del resto le incognite per un’adozione di massa di questo tipo di vetture sono principalmente due, i costi - portare sul mercato modelli accessibili sarà una sfida chiave per i produttori - e gli aspetti legislativi. A febbraio l’ad di Renault Carlos Ghosn, presidente dell’As-sociazione europea dei produttori auto (Acea), ha ammesso lo “scetticismo” nei confronti di auto come la Google car perché “il regolamentatore al momento non consente nemmeno di togliere occhi e mani dal volante, oltre alla questione dei dati personali e alla cybersicurezza”, senza contare la questione della “responsabilità” in caso di incidenti o problemi. Perfino l’Fbi l’estate scorsa ha espresso il timore che auto senza conducente possano essere utilizzate dai criminali come “armi letali” per sparatorie ed inseguimenti.
Stefania Passarella

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