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10.09.2013

Vicenza capitale dell'architettura

Un mese intero dedicato ad urbanistica, ambiente, edilizia, design. Chiamati in causa non solo gli addetti ai lavori ma anche il grande pubblico. La vocazione storica di Vicenza, casa di Andrea Palladio e delle sue inarrivate sperimentazioni modulari, diventa una scelta: candidarsi a capitale dell'architettura.  Lo scorso anno c'era stata la prova generale con assessore (alla Cultura e Urbanistica) Francesca Lazzari: si chiamava “La città dell'architettura numero 0”. Aveva funzionato. Ora si fa sul serio e il festival vicentino prende il numero 1: da palazzo Cordellina trasloca in Basilica palladiana, nell'era dell'assessore (alla Crescita) Bulgarini. Dal 6 settembre al 6 ottobre si parlerà un linguaggio unico con tante collaborazioni: si sono messi insieme Comune, Provincia, Assindustria, Abacoarchietttura, Accademia d'architettura di Mendrisio, associazione Musica Antiqua, Architetti Senza Frontiere, Isai, Iuav, Ordine degli architetti, Premio internazionale Dedalo Minosse, Vaga, Fondazione Braga Rosa. «L'obiettivo è far diventare Vicenza punto di riferimento per tutti gli architetti e i designer» sintetizza Massimo Zancan, cofondatore di Abacoarchitettura che da 28 anni movimenta la città con temi culturali e grandi mostre. L'ultima occasione per vedere l'architettura in Basilica Palladiana risale al 2006 con la giapponese Kazuyo Sejima, ma prima di lei passarono tra gli altri Alberto Campo Baeza, Gonzalo Byrne (il 5 ottobre animerà un convegno sulllo “Spessore del tempo), Steven Holl, Toyo Ito, Luigi Moretti. Stavolta, per la verità, la mostra sarà sul 100° della nascita di Pier Giacomo Castiglioni, di cui porta il nome l'Istituto d'architettura interni che da oltre due decenni forma in città e a Schio giovani designer dell'arredamento: venerdì si inaugurerà un'esposizione di 100 immagini e di oggetti del creativo milanese, attorno al quale l'Isai - spiega l'architetto Giovanni Giuliari - ha costruito un percorso di esperienze ludiche («facciamo cose serie giocando» diceva Castiglioni) e di archidroni che correranno nel salone carenato. Una fonte di curiosità ulteriore tra interruttori, divani, tavoli e lampade che portano la firma di Pier Giacomo e del fratello Achille. Altre cinque le mostre sempre negli spazi della Basilica si innesteranno su temi della rigenerazione: “Riusare le ville venete” con una ricerca del prof. Marc Collomb dell'Accademia di Mendrisio; “Il gioco dei paesaggi perduti” a cura dell'Ordine degli architetti su come cambia il territorio; “L'architettura nei paesi in via di sviluppo” a cura di Asf Veneto, che si incrocia con un progetto di architettura solidale per progettare in un work shop una scuola nello Zimbabwe, con i banchi disegnati dai ragazzi dell'Isai. Ed ancora i giovani di Vaga hanno messo in piedi un'esposizione di 16 progetti di riuso urbano sostebile; infine il 6 verrà presentato, con una mostra, l'Atlante italiano di autoproduzione, che vede all'opera Francesca Braga Rosa e Ivano Vianello,architetti che inventanto oggetti sperimentali a tiratura limitata con forte ricerca su linee e materiali. Tra i nomi importanti invitati a Vicenza i coniugi Julia B.Bolles e Peter Wilson che il 7 settembre terranno una lezione; sabato 14 l'architetto Joao Nunes parlerà di rigenerazione del paesaggio, conducendo altresì un laboratorio con 15 archiettti selezionati che rifletteranno con lui per reinventare tre angoli non nobili della città: il Mercato nuovo, la zona artigianale in Riviera Berica, l'area stadio-polo universitario. Saranno proposte in libertà, ma il Comune non le terrà nel cassetto, sottolinea l'assessore (alla Semplificazione) Zanetti. È stato invitato a Vicenza anche il fotografo Oliviero Toscani che qualche mese fa additò brutalmente Vicenza ad esempio di cattiva urbanistica: «Speriamo venga ad uno degli eventi sulle esperienze di inclusione urbana o sulla rigenerazione urbana in Italia così ci confronteremmo in maniera positiva» dicono gli organizzatori. Attesa anche per la presenza sabato 5 ottobre del vicentino Franco Stella, autore di uno dei più colossali progetti europei di rigenerazione, quello del castello di Berlino: accantonate definitivamente le polemiche sul suo incarico, si parlerà finalmente dei contenuti che pochi fonora hanno visto.  Il programma completo su www.cittadell'architettura.it

Nicoletta Martelletto
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