19 febbraio 2019

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Il libro della mia vita

21.01.2019

Un veterinario racconta
Storie dallo Yorkshire

La copertina del libro
La copertina del libro

James Herriot “Creature grandi e piccole”. È una storia vera: gli inizi della professione veterinaria dello scozzese Herriot, nel 1938, in uno Yorkshire aspro e duro con abitanti ruvidi e schietti. Si seguono le esperienze del giovane dottore: i parti difficili delle mucche, le malattie dei cavalli, le vaccinazioni di greggi davanti a dubbiosi pastori. Allo stesso tempo la narrazione presenta la vita delle famiglie del luogo, ancora poco abituate alla figura del veterinario, che deve conquistarne la stima. Herriot pratica la professione nello studio del dott. Siegfried Farnon, veterinario donnaiolo e strampalato; assieme a loro vive il fratello di Siegfried, Tristan, spensierato studente in veterinaria. La vita nella casa è ricca di episodi surreali, tipici del british humour: mi ritrovo idealmente a osservare un salottino, su una poltroncina ormai stinta siede Herriot con un giornale, fuma la pipa e indossa la giacca di tweed con pantaloni alla zuava. Il silenzio è rotto da Tristan che scappa dalle urla di Siegfried, dopo avergli comunicato l'ennesima bocciatura ad un esame. Una sera Herriot è stato invitato ad assistere al Messiah e l'invito equivale all'ammissione nella comunità. Il veterinario viene invitato a cena dalla famiglia Bellerby dopo una visita e questi decidono di andare anche loro al concerto chiedendo un passaggio poichè il loro calesse è rotto; bisogna però attendere che finiscano di mangiare: masticano calma imperturbabile mentre il tempo passa. Herriot frigge mentre litri di crema vengono versati da boccali sopra la torta. “Scoprii che avevo cominciato a presentare tutti i classici sintomi della tensione. Polso affrettato, mascelle serrate e un principio di mal di testa. Ho solo la vaga reminiscenza della macchina che si lanciava giù per la pista sassosa a più di sessanta l'ora. Di me che guardavo fisso davanti con gli occhi in fuori e della famiglia Bellerby, pigiata ma allegra”. Alla fine Herriot arriverà tardissimo: “Strisciai nella chiesa, sotto una fila di sguardi di disapprovazione”. Buona lettura!

Testo inviato dalla biblioteca di Brendola

Maria Rumor
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