17 gennaio 2019

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Il libro della mia vita

30.10.2018

Un “thriller” dantesco
Ricco di colpi di scena

La copertina del libro
La copertina del libro

QUINTO VICENTINO

“Lasciate ogni speranza voi ch’entrate” con questa iscrizione Dante intraprende uno dei viaggi più importanti e tortuosi di tutta la storia della letteratura: il viaggio nell’inferno. Chi si sarebbe mai aspettato però che ci fosse qualcun altro, secoli dopo, che avrebbe cercato di seguirne le orme? La risposta si trova nel libro “Il circolo Dante” di Matthew Pearl. Il suo primo romanzo è ambientato a Boston nel 1865 quando i membri più illustri della società del tempo: Longfellow, Holmes, Lowell, Fields e Greene, danno vita al circolo Dante. Lo scopo è trovarsi ogni mercoledì sera per provare a tradurre le sensazionali cantiche scritte dal poeta italiano e pubblicare la prima edizione della Divina Commedia in inglese. Ma non è così semplice. In primo luogo perché il comitato conservatore di Harvard cerca di impedirne la traduzione a causa delle “superstizioni immorali e papiste” di Dante e, in secondo luogo, perché per le strade di Boston si aggira un serial killer che uccide brutalmente secondo la legge del “contrappasso”: la punizione del peccatore rispecchia il peccato commesso in vita, come aveva scritto Dante. Ma come fa l’omicida a conoscere Dante se la traduzione non è stata ancora pubblicata? C’è qualcuno che cerca di incastrare i membri del circolo? Come faranno a fermarlo senza essere sospettati? Ciò che colpisce di questo libro è la scorrevolezza nella lettura. I colpi di scena sono entusiasmanti, ricchi di dettagli, e la suspense impedisce al lettore di staccare gli occhi dal romanzo. Interessante è anche come Pearl è riuscito ad intrecciare i fatti storici (come la nascita del Circolo Dante) alla trama rendendola ancora più coinvolgente. Matthew Pearl conduce i suoi lettori in un viaggio mozzafiato, in cui la suspense del giallo e una delle opere italiane più importanti di sempre vengono unite dando così vita ad un romanzo sensazionale. Insomma cosa c’è di meglio di un thriller in chiave dantesca?

Testo inviato dalla biblioteca di Quinto Vicentino

Federica Paulon
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