17 gennaio 2019

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Il libro della mia vita

29.10.2018

Un’amicizia profonda
che si insinua nel cuore

La copertina del libro
La copertina del libro

Vicenza

Può accadere a volte, in momenti particolari della vita, di incontrare persone che, trovando una fessura aperta nella tua anima, vi si insinuano, rimanendovi imbrigliate. E diventando per sempre parte di te. Così alcuni libri: sembrano essere semplici compagni di passaggio, scelti quasi per caso, ma poi toccano una corda particolarmente tesa, e riescono a farla vibrare. Allora capisci che lasceranno un segno indelebile. Come una piccola ruga, che solca il viso in modo repentino, quasi impercettibile, ma lo rende inesorabilmente diverso. Mi piace pensare in questo modo ai libri della mia vita. Quelli, pochi, che resteranno. Segni sul volto, pagine della mia storia. Tra questi, di recente, “La simmetria dei desideri” dell'israeliano Eshkol Nevo. La storia di quattro amici che, in occasione della finale dei mondiali di calcio del 1998, decidono di scrivere su un foglio tre sogni che vorrebbero vedere realizzati entro i successivi quattro anni. Rileggeranno quel biglietto alla prossima finale. È un libro che parla di amicizia, di quell'amicizia spontanea ma selettiva, rara e profonda, che può e deve essere considerata un dono prezioso. Che supera i confini dell'amore, del rancore, della gelosia, e che, nonostante la vita possa condurre in direzioni opposte ed inaspettate, tiene legati ad un filo sottile al quale ci si può sempre aggrappare per ritrovare la strada di casa. Nevo racconta con dolcezza, ironia ed un po' di tristezza di come la vita sia sempre pronta a sorprendere e di come i sogni, se pur difficilmente realizzabili, possano dare un senso all’esistenza anche percorrendo strade diverse. È un libro che parla di calcio, di uomini, di Israele e Intifada. Quanto di più lontano possa esserci dalla mia vita. Ma Nevo ha saputo infrangere le barriere e parlare alla mia più profonda essenza di essere umano. Aprendo uno di quei sottili canali di comunicazione in grado di annullare ogni distanza. E di trasformare un libro, piuttosto che un altro, in un compagno di vita.

Testo inviato dalla biblioteca Bertoliana

Valeria Rigon
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