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13 dicembre 2018

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Il libro della mia vita

05.12.2018

Ronco passione e
ricerca, Carpediem
apre il cuore

La copertina del libro
La copertina del libro

VICENZA

Quando uscì, nel 2015, fu tra i libri più letti dai vicentini: Carpediem di Claudio Ronco. Un caso editoriale come da tempo non si vedeva. In tantissimi si precipitarono in libreria per acquistare Carpediem incuriositi dalla storia che il libro prometteva di raccontare, la vita e la straordinaria carriera del nefrologo vicentino di fama internazionale, fondatore dell’International Renal Research Institute of Vicenza, IRRIV. In una frase: l’autobiografia del nefrologo tra i più importanti al mondo; del medico più conosciuto in città. Il libro non inizia come una normale biografia, ovvero dalla descrizione dell’ambiente familiare e sociale del protagonista, dal racconto dei primi anni di vita di Claudio ad Asiago, suo paese d’origine; il libro inizia con la storia di un’urgenza, quella della piccola Lisa, nata prematura all’interno del reparto di ostetricia dell’ospedale di Vicenza con una grave insufficienza renale che le compromette le funzioni vitali. Lisa è in altissimo rischio di vita e il professor Ronco non è a Vicenza ma a Budapest per un congresso medico internazionale. Inizia così, l’autobiografia di Claudio Ronco; inizia dal presente, dal racconto di una giornata di ordinaria urgenza ospedaliera vissuta in tempo reale da qualsiasi parte del mondo in cui egli si trovi. Poi il libro si dipana intrecciando, come la catena a doppia elica del DNA, la storia della piccola Lisa, lunga appena 31 intensissimi giorni, e la storia della vita di Claudio Ronco. Due storie di vita che corrono intrecciandosi dall’inizio alla fine del libro, da cui il lettore scopre, pagina dopo pagina, come le ragioni dell’una siano tutte contenute nelle coraggiose scelte compiute nell’altra. Dalla curiosità alla profondità. Sta qui la ragione per cui si continua a leggerlo e a rileggerlo. A riflettere sulla passione per la ricerca e sull’influenza della bellezza nella terapia, sull’efficacia del lavoro di squadra, sui grandi centri ospedalieri del mondo, sul lavoro come vocazione e servizi.

Testo inviato dalla biblioteca Bertoliana

Luigi Borgo
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