17 gennaio 2019

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Il libro della mia vita

27.09.2018

Le relazioni umane
sotto la lente dell’amore

La copertina del libro
La copertina del libro

BASSANO DEL GRAPPA

“Vivere, amare, capirsi” di Felice Leo Buscaglia è un libro unico nel suo genere. L'autore, morto nel 1998, è stato pedagogo di fama internazionale ed affronta in modo brillante e trasparente le questioni che più interessano l'uomo medio nel suo agire in società: le relazioni con gli altri esseri umani alla luce di un riscoperto senso di vitalità e “amore”. L'amore di cui parla Buscaglia è da intendersi in senso universale, come forza che anima tutti gli uomini e donne alla ricerca di un senso primario per la propria vita. È un invito alla lotta per non lasciarsi sopraffare da una visione dell'uomo tutta proiettata alla ricerca del profitto economico. In questo il suo messaggio è rivoluzionario. L'autore riesce a capovolgere il senso senza significato del vivere allo scopo dell'accumulare profitto e vantaggio materiale. Sta in questo la grandezza di Buscaglia. Ci dà lo spunto per rivedere la scala di valori che sottende la nostra fragile vita. Sotto quest'ottica assaporiamo un nuovo gusto per le cose e per le relazioni positive con gli altri. È facile imbattersi in questo autore in momenti particolarmente tristi della propria vita, perchè ci dà lo spunto per ricavare dalla nostra fragilità, un'opportunità di conoscenza maggiore. Interessante è inoltre, lo slancio vitale e contagioso con cui egli ci insegna a rapportarci con i fanciulli che apprendono dagli adulti quasi per imitazione. Lo scrittore invita tutti gli uomini a fare della propria vita un modello da prendere da esempio senza lasciarci scoraggiare in questa strada irta di difficoltà e ostacoli. «Le scelte – scrive– le abbiamo. Possiamo scegliere la gioia anzichè la disperazione, il progresso anzichè la stagnazione, e possiamo scegliere noi. Non potete farlo per me, ma potete farlo per voi». In questa visione antropocentrica Buscaglia arriva ad avere una buona opinione anche della tanto temuta “morte”, fonte d'angoscia e di disperazione per tutti gli esseri umani vitali e carichi di energia positiva.

Testo inviato dalla biblioteca di Bassano del Grappa

Stefano De Minico
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